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Marzo vedrà finalmente l’avvio operativo della Garanzia Giovani, la strategia dell’UE di contrasto alla disoccupazione giovanile.
Una condizione di difficoltà ha assunto caratteri così estesi, omogenei e preoccupanti da spingere la Commissione Europea a parlare del rischio di una intera “generazione perduta”. Se quello di perdersi è il rischio che accomuna una intera generazione di giovani europei, fra di loro vi è tuttavia una parte, se possibile, ancora più fragile: i giovani disabili. Per questo, abbiamo scritto una lettera al Ministro Poletti.

La Youth Guarantee sarà una prova particolarmente importante, data la rilevanza dello stanziamento economico (1,5 miliardi di euro nei prossimi due anni) con cui il nostro Paese dovrà dare prova di efficacia operativa e capacità di spesa dei fondi comunitari, anche in vista della prossima guida semestrale dell’UE. Sul tavolo, il neoministro troverà una macchina già in gran parte definita e pronta a partire: intanto, la ripartizione delle risorse è stata pressoché conclusa e al Piemonte vede destinati 109,3 milioni, una quota molto rilevante. Ma il primo vero obiettivo dovrà essere il coordinamento, innanzitutto delle iniziative regionali, affidato ad una Agenzia nazionale che avrà anche compiti di controllo. Sappiamo bene che gran parte dei problemi del passato, specie nelle cosiddette politiche attive per il lavoro, veniva dalla grande frammentazione e difformità di intervento fra territori. E’ per questo che lo strumento più innovativo e, speriamo, più efficace: una piattaforma tecnologica è pronta a mettere insieme Ministero del Lavoro, Regioni e centri per l’impiego: si vuole così costruire un sistema finalmente unitario ed integrato, che garantisca pari servizi, informazioni e controllo su tutto il territorio nazionale, oltre al coordinamento trasparente di tutti gli organi di governo coinvolti. Un portale web metterà poi a disposizione la mappa geo-referenziata dei servizi sul territorio, il censimento delle opportunità di lavoro, di formazione e di autoimpiego. Un impegno poderoso in termini organizzativi ed economici.

Tuttavia, se la stessa Commissione europea invitava le istituzioni ed i governi ad impegnarsi nella Garanzia per evitare “una generazione perduta”, dobbiamo sapere che fra di loro vi sono ragazze e ragazzi che, alle difficoltà comuni ai loro coetanei, aggiungono quelle ancor più gravi della disabilità. Per queste ragioni, insieme alla collega on.Coccia, abbiamo scritto al neo Ministro del Lavoro, insistendo sulla necessità di intervenire proprio a sostegno di chi parte più svantaggiato degli altri. Quella che stiamo vivendo è una vera emergenza generazionale, che rischia di abbandonare in una terra di nessuno milioni di giovani. Non possiamo restare a guardare. Serve un impegno concreto e di lungo periodo perché tutti loro, nessuno escluso, possano tornare a sperare in un futuro. Abbiamo fiducia nella sensibilità del Ministro, affinchè non si resti nell’alveo delle dichiarazioni di intento ma si proceda nel contrastare efficacemente questa emergenza nell’emergenza.