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Gribaudo, “la nuova norma prevede un modo semplice e rapido per impedire una assurda discriminazione”

“Oggi abbiamo ripristinato una norma di civiltà approvando la legge che cancella la vergogna delle cosiddette ‘dimissioni in bianco’, quelle fatte firmare ad una lavoratrice o lavoratore contestualmente alla firma del contratto. Si tratta di un fenomeno troppo diffuso nel nostro Paese: anche per effetto della deregolamentazione, secondo l’ISTAT e i sindacati sono complessivamente 2 milioni le lavoratrici ed i lavoratori coinvolti da questo fenomeno, il 15 per cento di coloro che godono di un contratto a tempo indeterminato, senza contare la ben più opaca galassia della parasubordinazione”. Lo ha affermato nell’Aula della Camera la democratica Chiara Gribaudo nel corso della dichiarazione di voto del Gruppo Pd alla legge in materia di dimissioni volontarie.
Gribaudo ha ricordato “il travaglio di questa norma, introdotta dalla legge 188 nel 2007, votata praticamente all’unanimità, poi ingiustamente abrogata dal governo Berlusconi. Oggi abbiamo votato una norma che impedisce una assurda discriminazione e che evita le ‘dimissioni in bianco’ con un meccanismo semplice: moduli numerati e con data certificata contro le contraffazioni, validi per un periodo limitato di 15 giorni, disponibili gratuitamente nei comuni, negli uffici per il lavoro, nei centri per l’impiego, presso i patronati o sui siti web del Ministero e regionali ad esso collegati. Si tratta di uno strumento di tutela con caratteristiche chiare, largamente accessibili e di facile utilizzo ma, soprattutto, al passo con i tempi. Uno strumento, in più, che promuove la concorrenza leale tra le imprese, perché colpisce chi si comporta scorrettamente, senza appesantire il carico burocratico per quelle oneste, tema assolutamente imprescindibile oggi nel nostro dibattito”.