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A poco più di un anno dall’avvio della Strategia europea di contrasto alla disoccupazione giovanile, il 1°maggio 2014, ci siamo ritrovati a Genova con gli autori del libro “Garanzia Giovani, la sfida” (Daniele Fano, Elisa Gambardella e Francesco Margiocco) per presentare il loro lavoro fare il punto della situazione.

Per avere un’idea delle dimensioni del fenomeno di cui parliamo – e che la Garanzia giovani affronta – abbiamo intanto ricordato che in Italia i NEETs, cioè i giovani che non lavorano né studiano, sono ormai quasi 2 milioni e mezzo, balzati dal 16,2 per cento del 2007 al 22,1 per cento del 2014.
L’Italia è purtroppo quarta in Europa per disoccupazione giovanile (16-24 anni), sia di breve durata che superiore ai 12 mesi, per un totale tristemente noto del 42 per cento. Sono questi i dati più aggiornati, quelli del rapporto “Social inclusion of young people” della Fondazione europea Eurofound, pubblicati pochi giorni fa.
Secondo il rapporto, Italia, Spagna, Grecia, Bulgaria e Croazia presentano le situazioni più critiche per quanto riguarda il fenomeno dei NEETs, che in questi Paesi sono oltre il 17 per cento (cioè quasi uno su 5) nella popolazione tra i 15 e i 24 anni.
Per quanto riguarda la strategia, al 24 Settembre il numero degli utenti complessivamente registrati alla GG in Italia aveva in ogni caso superato le 777 mila unità, quasi 16 mila in più rispetto alla settimana precedente. L’aumento nelle ultime settimane è del 6% circa, stando ai report del Ministero.
Un buon risultato che non fa dimenticare qualche malfunzionamento che si continua a registrare in alcuni territori, ma che sprona tutti a lavorare ancora di più perché le ingenti risorse ottenute dal nostro Paese, grazie all’impegno dei governi Letta e poi Renzi (1,5 mld di euro) vengano utilizzate appieno e al meglio. In questo senso, vi sono certamente alcuni buoni esempi da seguire, come quello del Piemonte.
In ogni caso, come si dice anche nel libro che abbiamo presentato, la Garanzia Giovani è una strategia di shock per invertire la tendenza, insieme ad una opportunità di investire e di cambiare alcuni aspetti che incidono sulla disoccupazione.
Non può essere, da sola, la soluzione di cui abbiamo bisogno. Per questo, il successo stesso della garanzia giovani è legato alla messa in atto di una serie di misure e riforme riguardanti il mercato del lavoro nazionale che siano in grado di fornire un supporto ad hoc ai giovani in cerca di un impiego o di una formazione specifica. Servono, in altre parola, le riforme che anche in Italia stiamo portando avanti.