Seleziona una pagina

Intervento su Avvenire, Mercoledì 6 Aprile 2022

Gribaudo su Avvenire

Gentile direttore,

sono passate più di cinque settimane dall’inizio della nuova guerra. Una guerra nel cuore dell’Europa, nata dalla violenta invasione dell’Ucraina da parte dellaFederazione Russa. Dopo due anni di pandemia, ancora non superata, esiste un rischio molto alto di indifferenza ed egoismo rispetto alla crisi umanitaria generata dalla guerra; le giovani generazioni, in particolare, potrebbero rimanere schiacciate in un angoscioso presente in cui distruzione e morte sono la rappresentazione dominante. Proprio per questo, nell’Anno europeo dei giovani, la presenza della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola a Kiev è un messaggio potentissimo rivolto ai giovani europei, per dire forte e chiaro che noi, cittadini e istituzioni, vogliamo costruire percorsi di pace nel rispetto della libertà delle popolazioni. E quando le strade della diplomazia tra i governanti sembrano non produrre avanzamenti, la più alta rappresentanza dei cittadini europei si reca in un territorio sotto assedio per schierarsi in difesa dei valori democratici, così l’Unione Europea afferma, attraverso la sua autonoma e originale iniziativa, il diritto-dovere di rifare dell’Europa fisica un luogo di pace.

Il conflitto in corso ha già prodotto la peggior crisi umanitaria a cui l’Europa abbia assistito da decenni. Le violenze dell’invasione hanno causato — secondo Unicef—lo sfollamento di 4,3 milioni di bambini e bambine: dalla Seconda guerra mondiale è il più rapido sfollamento su larga scala di minori. In molti casi si tratta di minori non accompagnati, perché, pur di far scappare i propri figli dall’orrore della guerra, le famiglie li hanno affidati a parenti, conoscenti e vicini di casa, di case che ormai non ci sono più. Anche se la guerra terminasse domani, la scia di sangue e distruzione sarà così lunga da rendere necessario continuare nell’impegno solidale a supporto di milioni di sfollati, che sognano di tornare quanto prima nel proprio Paese.

La rete di accoglienza che si è sviluppata in Europa e in Italia è stata generata dalle realtà associative e dagli enti del Terzo settore, animati da quella generazione già cresciuta e formatasi sui valori della stabilità, della sicurezza e della convivenza tra cittadini europei. Ed è molto importante che questa iniziativa veda spesso protagonisti proprio quei giovani che, in Italia e in Europa, hanno scelto di costruire la pace con i mezzi della solidarietà.

In Italia, le giovani generazioni sono tornate in piazza a chiedere pace e azioni per ridurre i cambiamenti climatici e salvare il pianeta; le istituzioni hanno il dovere di dare risposte veloci e concrete, costruendo politiche efficaci per il loro futuro: attraverso percorsi di cittadinanza attiva e volontariato, come il Servizio civile universale, e in modo particolare con i Corpi civili di pace istituiti nel 2013 e mai così utili come adesso. Limitarci a proporre una carta che offre una scontistica su servizi diffusi come fossero utenti non mi pare la strada più giusta da intraprendere. Dobbiamo costruire un contesto di diritti e garanzie all’altezza delle aspettative dei giovani e semmai sfidarli sul senso dell’impegno civico in questo tornante della Storia, un processo complesso ma di cui prendersi carico e averne cura.

Il 2022, come ho già ricordato, è l’anno che l’Europa ha deciso di dedicare proprio ai giovani, e questa deve essere una opportunità di consapevolezza, per garantire percorsi di coinvolgimento, ascolto e partecipazione che diventino palestre di democrazia. E allora dobbiamo pretendere che non vi siano scuse burocratiche che impediscono utili sperimentazioni. In tempi straordinari, come quelli che stiamo vivendo, abbiamo bisogno che si ritorni a una piena consapevolezza che essere cittadini non è una rendita, ma una sfida, una fatica, che se fatta insieme può farci uscire dalle secche dell’individualismo. Perché in questo tempo di crisi globale, servono nuovi modelli di comunità che mettano al centro le persone e i valori fondanti e rinnovati di parole come pace e democrazia a cui dobbiamo dare nuovi contorni.

 

CHIARA GRIBAUDO, Deputata e membro di segreteria del Partito Democratico con delega ai Giovani