Seleziona una pagina

Nella newsletter di marzo (leggi intervento), riferivo del question time alla Camera con cui avevamo chiesto al Ministro Poletti di limitare l’uso dei voucher e introdurre la tracciabilità: obiettivo, evitare che attraverso gli abusi di questo strumento, ritornassero forme nascoste di precarietà, ridotte grazie al Jobs Act. Ora, il Cdm ha approvato in via preliminare il decreto legislativo che introduce importanti elementi di controllo: in generale, il datore di lavoro dovrà comunicare, via sms o via mail, i dati del lavoratore all’Ispettorato del lavoro, entro un’ora dall’inizio della prestazione e i “buoni lavoro” non potranno più essere comprati a blocchi. Il Dlgs arriverà ora in commissione Lavoro, insieme alle misure per la “solidarietà espansiva” che potremo così esaminare.
Adesso il decreto legislativo va alle commissioni competenti delle Camere che dovranno esprimere il parere obbligatorio ma non vincolante. Quindi tornerà al Cdm che lo approverà in via definitiva. Per garantire la tracciabilità il decreto prevede che il committente, imprenditore o professionista, almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione del lavoratore, debba comunicare tramite sms o messaggio di posta elettronica alla sede territoriale dell’Ispettorato del lavoro, il nome e i dati anagrafici del lavoratore (o il codice fiscale), nonché il luogo e la durata della prestazione. Unica eccezione è quella che riguarda gli imprenditori agricoli, tenuti sempre a comunicare prima la prestazione alla sede territoriale dell’ispettorato, ma con entro un arco temporale di 7 giorni.
L’intervento si è reso necessario per frenare il boom dei voucher, che nel primo trimestre 2016 sono cresciuti del 45,6%, arrivando a 31,5 milioni. Nel 2015 i buoni lavoro venduti erano ammontati a 115 milioni (88 milioni riscossi), il 66,1% del 2014.

X