Seleziona una pagina

Lunedì 2 novembre, nell’#EqualPayDay, il giorno simbolico che in tutta Europa rappresenta il gender pay gap, la commissione Lavoro della Camera ha adottato all’unanimità la proposta di testo unificato per la #paritàsalariale che ho avuto l’onore di proporre come relatrice. Un testo ancora più importante a fronte delle mille difficoltà che le donne stanno affrontando durante la pandemia, perdendo per prime il lavoro a causa dei loro contratti a tempo determinato, e dovendo sommare smartworking e lavoro di cura. Ne ho parlato anche in questa iniziativa con Alessandra Moretti e Pina Picerno. (video)
Il nostro Paese, sulla base dell’ultimo report sul gender gap del World economic forum, si colloca ancora al 76° posto su 153 Paesi della classifica mondiale. In Italia il tasso di occupazione femminile è fermo al 48,9%, agli ultimi posti in Europa. Un dato che, come ha ricordato il Presidente Mattarella poche settimane fa, è semplicemente impresentabile per un Paese del G7. E le donne che lavorano subiscono penalizzazioni di ogni tipo. A cominciare dal salario inferiore fino al 20% rispetto a quello degli uomini. Per tutti questi motivi, il testo di legge che abbiamo portato avanti si occupa non soltanto della disparità salariale, ma anche di tutte le pari opportunità che alle donne devono essere garantite sul luogo di lavoro, dalla possibilità di lavorare full time anziché part time, alle opportunità di crescita e di carriera. Affronteremo tutto questo attraverso il principio della trasparenza, sperimentato già in altri Paesi europei; applicheremo controlli, sanzioni e anche premialità, perché è giusto che venga riconosciuto pubblicamente, con un ‘bollino rosa’, l’impegno di chi affianca le donne in questa battaglia culturale. Il cammino della legge adesso proseguirà con l’approvazione in Commissione e poi in Aula alla Camera.

X