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Un grande padre della sinistra e della Repubblica se n’è andato. A noi, venuti molto dopo le lotte con cui una intera generazione di giovani crebbe durante la guerra e nella ricostruzione, non rimane che lo studio e il ricordo.
Pietro Ingrao è morto a cent’anni: in questo numero, il senso di una biografia che è davvero coincisa con un secolo.
Al suo funerale, in piazza Montecitorio, non si poteva mancare. Cantando “Bella ciao”.
Tra le parole più belle, quelle di un compagno di sempre come Alfredo Reichlin. Voglio riportarne alcuni passaggi qui:
Qual è la ragione per cui la morte di Pietro Ingrao – un uomo che taceva da quasi venti anni – ha così colpito l’opinione pubblica di oggi? la Perchè era di sinistra? Di questa antica parola si sono persi molti significati. E tuttavia non quello fondamentale: la lotta per l’emancipazione del lavoro; l’ininterrotto cammino di liberazione dell’uomo dalle paure e dai dogmi; la libertà dal bisogno e al tempo stesso l’assunzione di responsabilità verso gli altri. Forse io mi sbaglio, ma sento il bisogno di uomini che pensano e guardano lontano. Che dicono alla gente la verità: che non sono dei rompiscatole. Che si rendono conto che il vecchio non può più, lo sanno bene. Ma vedono anche lucidamente che il nuovo non c’è ancora abbastanza.
Pietro Ingrao ha significato la fusione tra politica e vita, come storia in atto. Noi volevamo la luna? – si è chiesto citando il titolo dell’autobiografia di Ingrao – Sì, ma tra di noi non si parlava di rivoluzione, ma della lotta per cambiare il tessuto profondo del Paese. Essenziale era partire dagli ultimi, come renderli protagonisti. Come costruire nuove strutture politiche e sindacali. Come non lasciare gli uomini soli davanti alla potenza del denaro. Questa fu la nostra grande passione: immergersi nell’Italia vera, aderire a tutte le pieghe della società. Questa passione io non l’ho vista in nessuno così assillante come in Pietro Ingrao: una mente libera, cocciuta ed assetata di conoscenza. E’ tutto qui il famoso uomo del dubbio. Da stasera riposerà in pace.

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