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La Camera ha recentemente convertito in prima lettura il Decreto “Salva Italia” il cui obiettivo principale è quello di rilanciare la competitività e le imprese. Si tratta di un ampio pacchetto di norme che toccano molti settori: dall’energia all’ambiente; dagli inventivi per l’autoimprenditorialità dei giovani agli investimenti in ricerca e sviluppo; dai tribunali alle misure contro il lavoro sommerso e irregolare; dai contributi alla digitalizzazione ed internazionalizzazione delle imprese ai buoni per l’acquisto di libri. Ora la palla passa al Senato per il sì definitivo. Si tratta, in ogni caso, di uno dei passi indispensabili su cui poggiare il rilancio della crescita per dare nuovo lavoro e costruire una reale uscita dalla Crisi.
Per meglio far conoscere il dettaglio di norme così articolate, e permettere di cogliere più facilmente le nuove opportunità che offrono, come Deputati PD abbiamo preparato una scheda di lettura del decreto che ho piacere di mettere a disposizione anche qui (file pdf).
Mi fa comunque piacere sottolineare specie alcuni punti, che mi sembrano particolarmente rilevanti.

Innanzitutto, voglio appositamente partire dai 50 milioni destinati ad incentivare l’acquisto di libri di lettura scontati del 19% per gli studenti superiori. Una misura che forse è stata poco ripresa dagli organi di stampa, ma che trova un valore particolare – in un Paese in cui si legge sempre meno, specie per piacere o per approfondimento – proprio nella scelta di destinarla a libri diversi da quelli di studio; questo è stato reso possibile da un nostro emendamento, che ha tenuto conto delle osservazioni dei librai italiani. Una scelta che, finalmente, abbina ad una forte componente simbolica ad un concreto sostegno economico: solo con una rinnovata vivacità culturale e
di pensiero, le sfide dell’innovazione potranno esser davvero vinte e portare benessere per tutti.
Strettamente connessi a questo obiettivo sono, quindi, i 300 milioni di euro che sosterranno i mutui agevolati a tasso zero per giovani fra 18-35 anni che decidano di aprire un’impresa. Il nostro intervento in Parlamento ha consentito anche qui due importanti integrazioni: in primis un’estensione di questa possibilità anche ai settori del commercio e del turismo, ma soprattutto una quota pari a 20 milioni di euro per le imprese femminili.
Nel medesimo ragionamento si inserisce anche due ulteriori interventi. Un credito di imposta si applicherà al 50% delle spese incrementali per Ricerca e Sviluppo, per un valore di 600 milioni in tre anni. Qui, l’intervento del PD ha fatto sì che questi fondi siano destinati esclusivamente alle PMI sotto i 500 milioni di fatturato, quindi dalle aziende medie a quelle più piccole (NB: senza che il credito concorra alla determinazione della base imponibile!). Fondamentale per loro è poi, innanzitutto, avere gli strumenti per stare nel mercato globale sempre più interconnesso e veloce: per questo, sono stati destinati 100 milioni alla digitalizzazione delle PMI per l’acquisto di software, hardware, soluzioni di e.commerce e per potenziare la connettività con la banda larga e per la formazione qualificata nell’ICT (Innovation & Communication Technology).
Un ultimo importante richiamo lo voglio fare sul fronte del contrasto al lavoro sommerso e irregolare: vengono aumentate le sanzioni del 30% per chi impiega lavoratori senza aver comunicato in anticipo la loro assunzione, raddoppiate quelle per la violazione della durata massima settimanale dell’orario di lavoro. Credo sia infatti necessario ricordare che non ci potrà essere vera innovazione e sviluppo se permetteremo ancora che vi siano sacche nelle quali il lavoro viene sfruttato e mortificato: qualità del lavoro e pienezza dei diritti devono essere le chiavi con cui sbloccare finalmente un futuro oggi ancora incatenato.

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