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Questa mattina la deputata cuneese Chiara Gribaudo, insieme a 67 colleghi del Partito Democratico, ha depositato alla Camera un’interrogazione a risposta scritta al ministro per lo Sviluppo Economico sulla vicenda del ridimensionamento del servizio di Poste Italiane in aree marginali e montane.

Poste Italiane Spa – spiega Gribaudo, in merito al testo dell’interrogazione – con l’ultima legge di Stabilità riceve significativi contributi da parte dello Stato per consentire agli uffici postali periferici di garantire l’erogazione dei servizi postali essenziali. Eppure, il piano di riorganizzazione previsto dall’azienda prevederebbe, a livello nazionale, la chiusura di 455 Uffici Postali e la riduzione degli orari di apertura in 608 uffici. Ciò nonostante il Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni abbia in più occasioni ricordato che con apposita delibera l’Autority ha inserito specifici divieti di chiusura degli uffici che risiedono nelle aree remote, anche a fronte di volumi di traffico molto bassi e di alti costi di esercizio.

Nel nostro territorio si starebbe già abbozzando un pesante piano di chiusure ed alcune “aperture a singhiozzo” – prosegue la deputata. “Poste Italiane non può però perseguire logiche di guadagno a scapito delle esigenze della collettività, sacrificando uffici che ritiene “improduttivi” o “diseconomici”, senza considerare che rappresentano un punto di riferimento per i cittadini dei piccoli comuni. I servizi postali, in particolare per le famiglie e le imprese, sono fondamentali per il presidio del territorio e la garanzia dei servizi essenziali.

Il Ministro deve dirci quali azioni intenda intraprendere per garantire il rispetto dei disposti stabiliti dall’Autorità per il Garante delle Comunicazioni e come si intenda intervenire per evitare che decisioni unilaterali assunte da Poste Italiane Spa arrechino disagi ai cittadini” conclude l’On. Gribaudo.

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