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“Se il salario minimo serve per aiutare i working poor, 6-7 euro l’ora sono troppo pochi”.
“L’Italia – spiega – è uno degli ultimi sei paesi europei su 28 che ancora non ha una regolamentazione minima dei salari. E tuttavia, tra dipendenti ed autonomi, nel nostro Paese sono quasi 3 milioni i working poor, cioè coloro che nonostante abbiano un lavoro sono poveri”.
Ora, prosegue Gribaudo, “là dove non c’è la contrattazione collettiva, il Jobs Act può finalmente sanare questa mancanza, ed è molto importante aver scritto nella delega che il minimo varrà anche per i collaboratori, nell’attesa del loro superamento. Ma per portare davvero al miglioramento dei redditi e non invece, paradossalmente, un loro livellamento verso il basso, serve che nel prossimo decreto l’asticella sia piu’ alta. In Germania ad esempio il minimo introdotto è di 8,5 euro l’ora, e si e’ detto che in futuro il livello del salario sarà deciso da una commissione composta da imprese e sindacati”.
La deputata dem chiede quindi che “si apra un confronto vero con le parti sociali: solo con la collaborazione una misura come questa potrà essere davvero efficace nel migliorare le condizioni di lavoro e di vita di milioni di persone”.
(ilVelino/AGV NEWS)

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