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La discussione sulla legge elettorale, che finalmente è stata tolta dal pantano numerico del Senato ed è iniziata alla Camera, riprenderà questa settimana. Entro febbraio verrà votata, il che è già un risultato molto significativo. Il neosegretario Renzi ha formulato una sua proposta, mediata con le altre forze politiche, ed è con questa che dobbiamo confrontarci. Credo che la bozza sul tavolo possa e debba essere ancora migliorata, nei giorni prossimi: tra questi miglioramenti, importante è la reintroduzione delle preferenze, magari con la doppia indicazione di genere. Per questo ho sottoscritto l’iniziativa “#preferiscolepreferenze” e lavorerò perché abbia successo.

Ho sempre considerato che i collegi uninominali di piccole dimensioni fossero il sistema migliore per assicurare un rapporto stretto fra elettori ed eletti. Insieme ad una seria legge sui partiti che attuasse all’art.49 della Costituzione e assicurasse democrazia interna e vera trasparenza dei bilanci, un sistema del genere credo avrebbe aiutato a responsabilizzare le forze politiche e a rendere più efficace il controllo del loro operato.

Matteo Renzi, forte del mandato ricevuto alle ultime primarie, ha legittimamente portato una sua proposta a tutte le altre forze politiche. Certo, un peso determinante ha avuto il confronto con Silvio Berlusconi, da cui il segretario è uscito dichiarando una “forte sintonia”. Una sottolineatura che ho considerato un errore. Proprio nel momento in cui il dibattito parlamentare è sospeso per permettere le molte migliorie necessarie, credo che il compito del segretario del maggiore partito sia ancor di più quello di ricercare una sintonia con tutte le forze politiche, non con una in particolare. Questo per non lasciare nessun alibi a chi avrebbe interesse che nulla cambi e che già ha scelto di sottrarsi alla responsabilità di scrivere una nuova legge elettorale. Una responsabilità che tutti ci siamo assunti davanti ai cittadini. Beppe Grillo, che si intende di teatro, in un attimo ha già ripescato (al posto del coniglio) il porcellum dal cilindro. Serve al contrario una nuova legge elettorale e deve essere di tutti, proprio per far sì che, quando si tornerà alle urne, siano solo le idee ed il consenso degli elettori a dire chi sarà il vincitore.

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