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Oggi vi racconto una storia della nostra provincia, una storia di montagna, di resilienza e resistenza.
La storia di Debora Orso e del suo alimentari “Andata e ritorno” a Rittana.

1) Cara Debora, la tua locanda/alimentari “andata e ritorno” è una realtà importante per Rittana e per chi vive in Valle Stura o la visita. Cosa ti ha spinto a intraprendere questa attività?
Sicuramente “Andata e Ritorno” è stato un risultato non indifferente per Rittana, e questo grazie al Sindaco Giacomo Doglio che ha creduto in me fin dall’inizio, quando ancora non sapevo che destinazione dare alla casa materna che mi sono ritrovata senza ben capire cosa stava succedendo. La casa necessitava di un’importante ristrutturazione ed io non avevo una gran voglia di spendere anche perché avevo chiuso a fine 2014 la mia attività dopo 15 anni e non pensavo assolutamente di rimettermi in gioco nello stesso modo…ma il destino, le scelte della vita, le persone incontrate per caso che hanno saputo consigliarmi, hanno fatto sì che a novembre 2017 decidevo di ritornare a fare quello che ho fatto a S.Anna di Valdieri per così tanti anni e a maggio 2018 aprivo il mio “Andata e Ritorno”.

2) Qual è stato il tuo percorso di studi? Hanno influito sulle tue scelte successive?
Mi sono diplomata come Perito aziendale corrispondente in lingue estere..ma da subito ho fatto scelte diverse per il mio percorso lavorativo, tutte legate al commercio, prima commessa in una drogheria, poi vendevo scarpe all’ingrosso e nel 2000 mi sono avventurata aprendo “I Bateur” un alimentari bar struttura del Parco Naturale Alpi Marittime, quindi il mio
percorso di studi non ha coinciso troppo con le mie scelte lavorative, questo perché sono una persona dinamica, attiva e non troppo abituata a stare ferma ad una scrivania.

3) Quali aspetti positivi o difficoltà particolari riscontri come lavoratrice autonoma, e nel gestire un’attività in proprio?
Nella prima esperienza a S.Anna il problema più grosso è stato inserirmi in una realtà che non conoscevo, entrare a far parte di un paese che inizialmente mi vedeva estranea, perché non lo conoscevo affatto, ero giovane e non avevo un’esperienza nella gestione diretta di un negozio, a Rittana questi problemi non li ho avuti perché la mia famiglia materna è di Rittana, avevo ormai un’esperienza che mi dava sicurezza, ma ho dovuto fare un lavoro enorme di ristrutturazione e ho speso molti soldi e questo mi ha molto preoccupata perché non è stato facile.

4) La tua è una scelta di vita e di riscoperta delle radici delle nostre valli. Cosa ne pensi della tua esperienza? È un percorso che consiglieresti?
Se all’inizio non sapevo bene cosa fare a Rittana e quindi la vedevo come una cosa estranea, oggi a distanza di quasi un anno sono molto soddisfatta e sicuramente orgogliosa di ciò che ho fatto, ho portato avanti il progetto di mia nonna, di mia mamma, ho continuato a gestire come mia zia Germana un negozio che era un punto di riferimento per Rittana, ma non è facile se non credi in ciò che fai, se non decidi di buttarti anche senza sapere come andrà a finire…io sono molto ambiziosa e ho cercato di trasmettere questo mio lato anche nella scelta dell’arredamento, ho puntato molto sul lasciare un segno, un ricordo bello alla gente che passa da qui, punto sulla qualità e sulla scelta di prodotti il più possibile locali, e tutto questo è fattibile se ci credi fino in fondo, se non ti aspetti nulla di particolare da queste attività dove sicuramente devi lavorare molto per ottenere dei risultati e non stai a guardare quante ore si fanno, se si deve lavorare la domenica e i festivi…Oggi mi sento davvero felice della mia scelta, sono più matura ed esperta e riesco a prendermi il bello di ciò che faccio mettendoci comunque sempre il cuore, perché credo che vendere un panino, un caffè o un pezzo di formaggio senza un sorriso o una parola sia davvero sprecato, queste attività devono nascere principalmente per dare un servizio che va oltre la vendita, dei luoghi dove chiacchierare, ridere, confrontarsi, tenere compagnia a chi è un po’ più solo, dove si passa all’Andata per fare acquisti e dove si Ritorna perché si è stati bene.

5) Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Oggi che ho raggiunto questo traguardo e speso molto, vorrei godermi soltanto questo, curare il negozio e la clientela, ma il mio progetto è molto più ambizioso, sopra al negozio si potrebbero fare delle camere, per poter offrire ospitalità ad un altro tipo di clientela e allargare gli orizzonti anche ai turisti stranieri che a volte non sanno dove fermarsi in questo luogo così ricco di storia e di paesaggi incontaminati…chissà, per ora mi godo un po’ di tranquillità raggiunta dopo diversi mesi di spese, preoccupazioni, aspettative e poi si vedrà..la voglia e la grinta non mi mancano sicuramente.

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