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Leggendo le dichiarazioni di questi giorni di due candidati alla Segreteria, può sembrare che il Congresso del PD sia già chiuso.
Chi dice di avere la vittoria in tasca con tanto di classifica finale. Chi, più che dirlo, in tv si è rimesso la giacca e annuncia già le proprie condizioni a partire dal 9 dicembre. Matteo Renzi e Pippo Civati, parlano ormai solo del Governo e con il Governo. Crediamo che in un congresso – specie in quello di un partito che presto dovrà tornare a confrontarsi con la destra, e non solo con i propri compagni di banco – necessiti fare altro: bisogna dire quale idea di futuro si ha per l’Italia, chi ne debba essere il protagonista, in che modo rispondere alle sue esigenze e quale Partito serva per questo obiettivo. Non servono invece scale mobili per Palazzo Chigi o palcoscenici per un po’ di visibilità personale.

Perché  cambiare l’economia e la finanza, difendere la dignità delle persone, del lavoro e dell’impresa, affermare la legalità, l’etica e l’onestà, riformare il sistema previdenziale ed assistenziale, rendere centrali l’ambiente e l’innovazione tecnologica insieme alla scuola e alla cultura ..è possibile se c’è un grande partito come il PD che non ha timore, anzi afferma di essere alternativo alle politica del centro destra e che si colloca dentro un orizzonte progressista europeo.

È tempo e ora di aprirsi e parlare  “fuori da noi”  ma questo significa anche  parlare “di noi”, di chi siamo e di chi vogliamo rappresentare.  Significa rivolgersi a chi vogliamo sia parte del “noi” più largo, e rivendicare insieme una redistribuzione della dignità e della speranza. Per farlo, dobbiamo tornare a mettere mani e piedi nei conflitti che attraversano la nostra società, insieme a chi li vive ogni giorno: a fianco di chi vuole studiare per avere un futuro migliore, ma che spesso non può più permetterselo;  di chi lavora, di chi il lavoro lo cerca o lo ha perso, di chi fa cultura, di chi ha un handicap; di chi prova ancora a realizzare qualcosa per la propria comunità, in associazioni, cooperative, organizzazioni.

Gianni Cuperlo vuole farlo insieme a tutte queste donne, uomini, ragazzi per costruire un Paese (ed un partito) davvero “Bello e democratico”.
Per questo  abbiamo deciso di impegnarci insieme a tutti loro in questa sfida collettiva, sostenendo la candidatura di Gianni alle primarie dell’8 dicembre.”

Chiara Gribaudo – Deputato Pd
Patrizia Manassero – Senatore Pd

Per approfondire: il sito di Gianni Cuperlo

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