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Gentilissima Presidente, 

l’avvio della nuova legislatura ha segnato molte novità, tra cui la più positiva è certamente rappresentata dalla Sua elezione, di cui ci felicitiamo con Lei. Ma c’è anche un fatto negativo che ci è stato segnalato da cittadini ed istituzioni del territorio, che qui Le rappresentiamo. 

Da venerdì 15 marzo, data di insediamento del nuovo Parlamento, la rassegna stampa on line della Camera dei Deputati non è più liberamente consultabile: con il che si è inflitta, a nostro avviso, l’ennesima ferita alla nostra democrazia e alla Carta fondamentale. A tale ultimo riguardo occorre infatti rammentare che, secondo la consolidata giurisprudenza della Corte costituzionale, la libertà di informazione di cui all’art. 21 contempla pure un profilo passivo, che va identificato nel diritto a ricevere notizie e quindi nel diritto ad essere informati, comprendente pure l’interesse del cittadino a ricercare informazioni. E va da sé che tali situazioni giuridiche soggettive richiedono necessariamente che sia garantito il pluralismo informativo, anche con appositi interventi ad opera dello Stato per cercare di ampliare in massimo grado soprattutto l’informazione sull’attività dei pubblici poteri. E’ forse il caso di rammentare che il Giudice delle leggi in una sua celebre pronuncia – la n. 348/1990 – ha significativamente avuto modo di sentenziare che “l’informazione, nei suoi aspetti attivi e passivi (libertà di informare e diritto ad esser informati) esprime … una condizione preliminare (o, se vogliamo, un presupposto insopprimibile) per l’attuazione ad ogni livello, centrale o locale, della forma propria dello Stato democratico”. 

Se così stanno le cose, è indubbio che la decisione, presa dall’Ufficio di Presidenza della precedente Legislatura, di impedire il libero accesso alla rassegna stampa on line sul sito web della Camera finisce per far venire meno uno strumento utilissimo che, sinora, ha sicuramente contribuito ad agevolare quella effettiva partecipazione, da parte di migliaia di cittadini, all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese, così come richiesto dalla nostra Costituzione.
E’ pertanto auspicabile che venga urgentemente ripristinato quello che, non a torto, può addirittura essere definito come un vero e 
proprio “servizio pubblico” – di cui sinora hanno potuto beneficiare anche enti ed istituzioni di primaria importanza, come le scuole e le Università -, riconsiderando la questione e ricercando una soluzione che tenga conto sì delle legittime ragioni degli editori, ma anche del predetto diritto dei cittadini ad essere informati. 

Per quanto riguarda le rivendicazioni espresse dalla Fieg (tutelare i diritti d’autore e salvaguardare la vendita dei giornali in edicola), alla base dell’accordo raggiunto con le Presidenze di Camera e Senato alla fine dello scorso anno, ci permettiamo di rilevare che esse sono in parte incomprensibili. Perché, oltre al fatto che il diritto di accesso all’informazione in una società ‘open’, a nostro modo di vedere, prevale sul diritto d’autore, va ricordato che le aziende usufruiscono di considerevoli contributi pubblici per l’editoria. Riteniamo che, a fronte di tale stanziamento di fondi pubblici, non sia assolutamente giustificabile la richiesta di vietare il libero accesso da parte dei cittadini alle rassegne stampa on line di Camera e Senato. 

Un’ultima notazione. Se l’obiettivo perseguito con l’oscuramento della rassegna stampa on line della Camera è quello di indurre i potenziali utenti ad acquistare i quotidiani, non si comprende per quale ragione sia stato inibito l’accesso anche alle pregresse rassegne stampa, che dalla fine degli anni ’90 e sino al 14 marzo scorso sono state regolarmente pubblicate. Perché si è vietata pure la consultazione di un archivio storico che rappresenta una fonte informativa quanto mai preziosa per i cittadini, ma anche per gli studiosi – italiani e stranieri – della storia, non solo politica, delle istituzioni repubblicane? 

Auspicando un Suo autorevole intervento risolutore in merito, Le auguriamo un proficuo lavoro assicurando fin d’ora la nostra piena disponibilità a collaborare. 

Con i più cordiali saluti 

on. Simonetta Rubinato
on. Sandra Zampa
on. Chiara Gribaudo

la lettera in pdf

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