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Grazie ad un emendamento che abbiamo presentato nel convertire in legge il Decreto 101/13 in materia di pubblico impiego, per 198 lavoratori precari della Regione Piemonte finirà un incubo. Da due anni queste persone vivevano in una sorta di “limbo” senza garanzie per il presente né certezze per il futuro. Stiamo parlando di persone qualificate che contribuiscono ogni giorno al buon lavoro dell’Ente regionale, nei comparti più diversi. Ora, finalmente, questi lavoratori potranno essere stabilizzati.

In generale, sono oltre 120mila i dipendenti della pubblica amministrazione in scadenza e senza proroghe: circa metà dei contratti in scadenza verranno così trasformati in assunzioni a tempo indeterminato. All’interno delle PA, il ricorso al lavoro precario è stato, negli ultimi anni, uno strumento spesso abusato: è passato infatti dall’essere una possibilità di attingere alle competenze migliori al momento necessario, ad un modo con cui aggirare i canali tradizionali di assunzione, più complessi ed onerosi. Il Governo ha manifestato l’intenzione di “ribadire la natura prevalente del contratto a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione”. Questo sarà possibile principalmente grazie ad un duplice canale: quello delle graduatorie a esaurimento e, in parallelo, quello dei nuovi bandi per i concorsi pubblici.

Il lavoro non è, quindi, per nulla finito: dobbiamo continuare su questa linea per dare risposte ai molti altri precari in attesa, e insieme vigilare sull’effettiva applicazione delle norme approvate. Solo così potremo combattere la flessibilità che diventa precarietà – non solo lavorativa, ma di vita – tra i dipendenti statali e non.

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