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Il Centro studi CRC ha presentato la settimana scorsa il suo 20° quaderno dedicato ai giovani e al loro protagonismo sociale ed imprenditoriale. Una ricerca che fotografa l’intraprendenza giovanile e la capacità di “fare cose”, innanzitutto a seconda del contesto e in alcuni settori chiave.

Cuneo sembra essere un territorio abbastanza “friendly”, con un indice di vecchiaia più basso rispetto al resto del Piemonte e con tassi di disoccupazione inferiori, se rapportati alla media regionale, anche se in crescita. Interessante, innanzitutto, vedere tanti giovani in sala, da una parte e dall’altra del palco, emozionati nel sentirsi protagonisti di una realtà viva e con grandi potenzialità. Chiara la fotografia di una provincia che deve, da una parte, risolvere ancora profonde criticità oggettive (in particolare in termini di servizi, spazi, regolamenti e legittimazione culturale), dall’altra aprirsi coraggiosamente sul mondo. Durante l’incontro sono stati proiettati degli spezzoni del documentario sul lavoro e il non-lavoro giovanile in Italia realizzato dalla scuola di cinema di Ostana, mentre ho piacere di citare ad uno ad uno i ragazzi che sono intervenuti portando la loro preziosa esperienza associativa o professionale: Davide Bernardi (Assemblea per la Cultura di Cuneo), Simone Zavattaro (Studio Ego Vitaminacreativa di Cuneo), Paolo Arlenghi e Giulia Brunetti (Gruppo informale Enzima G di Bra) e Pietro Putetto (Azienda Putetto srl di Saluzzo).

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