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Vi è grave preoccupazione per la vicenda Unieuro spa di Monticello d’Alba, che rischia di mettere in crisi il futuro professionale di 70 lavoratori.
Su questo, ho presentato una interrogazione al Governo, per sottolineare le eventuali conseguenze negative che una simile decisione avrebbe per il territorio, e per sostenere la richiesta, già venuta anche dalle parti sociali, di apertura di un tavolo nazionale presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Nei tavoli svoltisi negli scorsi giorni sia in Provincia a Cuneo che a Piacenza con i sindacati e le istituzioni, infatti, i rappresentanti dell’azienda hanno persistito a non dare risposte chiare in merito alle politiche aziendali ed occupazionali future, nè in merito ad ipotesi di attivazione di ammortizzatori sociali o altri strumenti di mobilità e riqualificazione.

Il gruppo inglese Dixon, proprietario del marchio Unieuro, sta portando avanti la fusione con il marchio Marco Polo/Expert (gruppo Sgm), finalizzata alla creazione dell’holding “NewCo”, nella quale parteciperà con una quota del 15%. Quest’operazione – che deve ancora attendere il vaglio dell’Antitrust – potrebbe comportare la chiusura delle due sedi per l’intenzione del nuovo socio di maggioranza (Sgm) di ridimensionare o perfino esternelizzare le attività non legate alla vendita ora svolte da Unieuro.

In particolare, la sede Unieuro di Monticello d’Alba (CN), la prima del gruppo ad essere aperta nel 2001, da subito è stata il “cervello” operativo della Società. Oggi può quindi vantare un comparto di IT-Information Technology molto specializzato, il quale gestisce centralmente l’intera rete informatica e telefonica della Società e dei punti vendita, e a questo scopo occupa personale qualificato e di lunga esperienza. Altrettanto importanti i comparti personale, che gestisce le casistiche di tutti i punti vendita e delle sedi societarie, e amministrazione, responsabile in particolare della relazione con i fornitori terzi e la gestione di pagamenti. Un capitale umano che coordina ed amministra l’attività su tutto il territorio nazionale di 101 punti vendita diretti, a cui si aggiungono 79 negozi in franchising e il canale di vendita on-line, a dimostrazione del profondo e importante ruolo nel tessuto economico e produttivo, non solo della provincia di Cuneo. Per queste ragioni, è importante che arrivino quanto prima risposte chiare e certe.

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