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Non ci sono solo gli episodi di intolleranza, che pure ci preoccupano (e di cui ho parlato in un numero precedente). Anche nelle Valli Monregalesi per fortuna si moltiplicano le iniziative che vogliono lavorare concretamente per l’accoglienza e l’integrazione. Anche il lavoro (sempre se volontario) può avere un ruolo nell’avvicinare le persone, tra chi arriva da lontano e chi vive qui: condividendo obiettivi comuni e collaborando per raggiungerli. Uno degli esempi è il progetto “Parco solidale” del Marguareis, con cui un gruppo di rifugiati contribuirà al recupero di sentieri e ad altre piccole manutenzioni. Dando una mano per darsi, tutti insieme, una mano.
Ma queste iniziative meritorie non possono rimanere isolate o figlie della buona volontà di pochi: serve maggiore coordinamento tra istituzioni locali e uffici del Governo, insieme ad un sistema dell’accoglienza non più basato sull’emergenza.
Sulle dimensioni del fenomeno, infatti, gli osservatori Onu sono stati chiari: secondo quelli che monitorano la situazione delle coste libiche, almeno altri 500 mila migranti aspettano di partire. Sono un milione i migranti in fuga nel 2015 per l’ultimo rapporto OCSE, che ha parlato di “costi umani spaventosi e inaccettabili”. Se l’Italia, nel 2014, aveva accolto 66 mila persone (22 mila nel 2013), a luglio eravamo già a quota 88 mila. A questi si aggiungono quelli delle ultime ondate di agosto e settembre, arrivando al numero di 128 mila dall’inizio 2015 ad oggi.
Lo stesso Segretario Generale dell’ONU Ban Ki Moon ha raccontato di essere stato lui stesso, a 6 anni, un profugo in fuga dalla guerra. E anche per questo ha condannato le timidezze ed i ritardi del Vecchio Continente.
Ora è finalmente partita la condivisione delle responsabilità su base europea con il sistema delle “quote”. Un passo in avanti, al quale l’Italia ha contribuito fortemente, anche se saranno necessari molti altri. E’ appena arrivato dal Parlamento Europeo (13 ottobre) anche il via libera allo stanziamento di 400 milioni di euro per gli interventi a favore dei profughi.
Per quanto il nostro Paese, in ogni caso temi quali ad esempio gli arretrati nell’esame delle domande e l’efficacia delle commissioni territoriali, per quanto già raddoppiate, continuano ad essere aperti. Confido che con l’aiuto di tutti, possano essere via via affrontati e risolti, nell’interesse sia dei cittadini stranieri che di quelli italiani.

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