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Via libera alla Camera al ddl di riforma penale, frutto del lavoro importante e delicato del Ministro Orlando e delle commissioni parlamentari in questi mesi. Una notizia importante per tutti i cittadini: a partire dai tempi certi per l’esercizio dell’azione penale, dall’aumento delle pene per il voto di scambio politico-mafioso (portate a 6-12 anni), all’ampliamento dei diritti della parte offesa (che a 6 mesi dalla denuncia ha diritto di conoscere lo stato del procedimento).

Estremamente positivo ed atteso, poi, il riordino penitenziario, con precise linee guida al Governo che prevedono, tra le altre cose, anche le misure alternative: dopo le numerose condanne internazionali del passato, e il lavoro avviato dal ministero nell’ultimo anno, un ulteriore passo verso l’umanità, la civiltà e il buon diritto.
Infine, giusta la norma contro l’uso delle intercettazioni per chi intende diffamare: dopo le limature di questi mesi, un risultato che mi pare necessario ed equilibrato. Nella società dominata dall’immagine e dai media, anche quello della comunicazione è un “potere” al pari degli altri, che può essere usato bene come male. Ed in quest’ultimo caso che può colpire specie chi è più debole, chi non ha possibilità o mezzi per difendersi. Al pari degli altri poteri necessita allora di regole e limiti agli abusi , anche a garanzia dei giornalisti seri e capaci. Giusto pertanto promuovere la libertà e la professionalità della buona stampa e limitare gli usi illeciti (si parla di intercettazioni irrilevanti o riguardanti persone estranee) che – come ci raccontano molti casi in questi anni, ultimo in ordine di tempo quello di Carolina Girasole, sindaco antimafia, accusata e ora assolta con formula piena – spesso si concludono molto dopo che l’inchiostro si è asciugato.
Per approfondire, qui (file pdf) la scheda dei contenuti
I colleghi del M5S forse hanno legato i bavagli troppo in alto: bendati, non hanno visto o non hanno voluto vedere il merito di questi provvedimenti. Una volta di più, hanno preferito “farsi vedere”.
Credo che i cittadini ci chiedano di fare, non di apparire.

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