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Care tutte, cari tutti,
la settimana che ci lasciamo alle spalle è stata, ahimè, segnata dal maltempo che si è abbattuto su tutto il Piemonte. Proprio la nostra provincia, tra la Val Po e la Val Tanaro, ha subito gli effetti più gravi. Rilevanti i danni alle cose e alle attività, per fortuna non ci sono state vittime. Non è un fatto da poco, considerato che, secondo gli esperti, le precipitazioni dei giorni scorsi sarebbero state persino superiori a quelle del terribile alluvione del 1994. Si è detto in questi giorni, ma merita di essere ribadito: se le conseguenze non sono state ben peggiori, o addirittura drammatiche, per una volta c’è una spiegazione e tanti – meritevoli – responsabili.
Parlo di quegli amministratori locali che, pur nelle difficoltà di questi vent’anni (di cui ormai quasi la metà di crisi) e spesso andando oltre alle differenze che su altro li dividevano, su questo hanno trovato la lungimiranza di fare squadra: hanno imparato la lezione ricevuta e hanno saputo, nella gran parte delle situazioni, mettere mano con responsabilità al territorio favorendone la modifica dei profili più a rischio, oltre alla predisposizione delle procedure di pre-allarme e di gestione dell’emergenza. Molto è stato fatto, molto restava comunque da fare: ancora di più andrà, pertanto, fatto.
Ora, è urgente ripulire tutto, riaprire tutto e ricostruire quel che va ricostruito: proseguendo e possibilmente aumentando (in virtù delle conoscenze tecniche che, nel frattempo, sono anch’esse progredite) lo sforzo per la prevenzione. Bene quindi la dichiarazione dello stato di calamità naturale, preannunciata dal Governo per voce del Prefetto. Serviranno risorse immediate, per le quali come rappresentanti del territorio ci faremo portavoce con i competenti dicasteri. Ma ancor più servirà rinnovare un impegno a lungo termine che, a partire da qui, rilanci la messa in sicurezza del territorio dal rischio idrico, geologico e sismico come una priorità assoluta e urgente, per l’incolumità dei cittadini e per lo sviluppo del nostro Paese.
Come sempre, anche ora che la pioggia ha cessato di cadere e i fiumi sono rientrati negli argini, c’è chi rimane sul campo anche quando i riflettori mediatici si spengono: sono i volontari, che insieme alle forze dell’ordine, ai militari e alla Protezione Civile anche in queste ore non smettono il loro lavoro.
Iniziando questa newsletter – che di seguito prosegue rendendo conto delle ultime settimane di attività, incentrate sulla importantissima legge di bilancio (che tocca anche numerosi di questi capitoli) lasciatemi quindi dire loro, doverosamente, una sola parola: grazie.
Chiara

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