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Per la montagna dobbiamo fare di più e farlo insieme, usando al meglio i nuovi strumenti a disposizione, affinchè quella delle aree interne sia davvero una opportunità di rilancio dell’intero Paese.
Personalmente, non ho pienamente condiviso alcuni recenti interventi legislativi, pur dettati da innegabili ragioni di difficoltà generale, come l’estensione dell’Imu ai terreni montani. In particolare, ho ritenuto di non votare l’aumento dal 4% al 22% dell’Iva sul pellet.
Oltre ai singoli interventi, nati spesso di riflesso, alle Terre Alte serve allora imboccare una direzione diversa che può e deve essere costruita. Perché siano davvero un luogo da vivere, c’è bisognoso di misure specifiche per il loro sviluppo sociale ed economico. Per questo bisogna lavorare sia per contrastare i fenomeni negativi, sia soprattutto per innescarne di positivi.
Lunedì 12 si terrà a Roma un importante incontro fra Governo e amministratori della montagna organizzato dall’intergruppo parlamentare nella quale sono impegnata, in collaborazione con Anci, Upi e Uncem.
Dopo le decisioni di fine anno, ma anche dopo la Conferenza delle Alpi a Torino e l’avvio della strategia per la Macroregione alpina europea, credo sia un momento cruciale da sfruttare non per la protesta ma con la proposta. Un’occasione sia per Governo che per il territorio di trovare la via per una ripresa economica e sociale più sostenibile e condivisa, che non lasci indietro nessuno.
Questo perchè, come ci ricorda bene Annibale Salsa, anche alla montagna non basta lo spontaneismo: serve la Politica.

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