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Finalmente è arrivato il via libera definitivo alla concessione ventennale alla Geac, società che gestisce l’aeroporto di Levaldigi. Dopo mesi di rimpalli e rallentamenti fra il Ministero dei Trasporti e quello dell’Economia, anche grazie al nostro impegno, tutte firme sono state apposte e si potrà procedere ora ad assolvere le due condizioni della privatizzazione e del risanamento.

L’Enac verificherà il raggiungimento di questi obiettivi, rispettivamente, tra due e quattro anni. I primi effetti positivi sono già arrivati dalla riapertura di alcune nuove rotte (Cuneo-Mostar, per Medjugorie e la Croazia; Cuneo-Tirana) che si aggiungono a quelle esistenti. Ma il passaggio decisivo verrà dall’apertura della gara per un socio privato. Se il primo indispensabile passo era quello di riconfermare la concessione, però, la vera sfida deve venire adesso: specie di fronte all’interesse che oggi manifestano società straniere, dobbiamo essere ancora più capaci di ripensare nel complesso il nostro territorio e la funzione nuova che questa infrastruttura può finalmente svolgere, diversamente dal passato. Non possiamo lasciarci sfuggire questa occasione e non possiamo sfuggire questa responsabilità: le molte ricadute positive che potrebbe avere – pensiamo alle opportunità per le imprese, il turismo, la cultura… – non possono farci pensare di aver esaurito il nostro compito in qualche carta bollata e in qualche quota ceduta. Ci aspetta quello più difficile e quello per cui la politica è, forse, ormai più disabituata: tornare a disegnare il futuro di un territorio e programmare il modo per raggiungerlo.

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