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Ringrazio dello spazio che vorrete concedermi per provare a dare, per una volta, una buona notizia. Un notizia che, in più, mi pare segnalare una controtendenza importante, positiva ma soprattutto giusta e doverosa. La ragione sta in un numero: 32100 persone escono finalmente da un incubo che, in molti casi, per chi ha una famiglia monoreddito, significava addirittura il rischio di povertà. Nella giornata di giovedì, 3 luglio, alla Camera è infatti passato il provvedimento straordinario sugli «esodati» che ha visto il nostro Gruppo in Commissione Lavoro fortemente impegnato nel confronto con il Governo. Una proposta di salvaguardia nata e da noi parlamentari del Pd portata intensamente avanti in seno al Parlamento: anche questo mi sembra un dato rilevante e di cui mi fa piacere dare conto, in un’epoca nella quale sembra spesso che la soluzione dei problemi possa arrivare solo dall’Esecutivo o da singoli cittadini spinti ad auto organizzarsi. L’intensità del confronto con il Governo stava nella copertura più larga da noi proposta e ricercata, rispetto a quella inizialmente prevista nel ddl, la quale poneva certamente un difficile tema di risorse da reperire. Sia noi che il ministro Poletti avevamo di fronte due strade: rimanere sulle rispettive posizioni – che nella pratica avrebbero significato per il Governo ottenere sì un testo meno costoso ma più limitato, mentre per noi ritornare in Commissione a fare una battaglia ormai solo di bandiera – oppure scegliere di mediare. Da una parte e dall’altra, e per questo ringrazio il Ministro Poletti, abbiamo scelto di non fare propaganda e di uscire a testa alta salvando trentadue mila persone in più. Sono quindi orgogliosa e soddisfatta che si sia riusciti a portare a casa una operazione non semplice, di quelle che la politica non sembra a volte esser più in grado o non aver più voglia di fare ovvero riconoscere gli errori anche gravi di chi è venuto prima (non solo come forza politica ma anche generazionale) nei quali non entro in questa sede, e che pesano fortemente sulla nostra azione di oggi; ma altrettanto, non limitandosi a protestare ma semmai mettendosi con fatica, forza di volontà e tenacia a rincollare i cocci. Quello arrivato l’altro giorno è quindi un importante, ulteriore pezzo che si va ad aggiungere in questa azione, portando ad oltre centosettanta mila gli esodati salvaguardati con un impegno di 11,6 miliardi di euro. Ora la palla passa al Senato, dove confidiamo in una piena conferma di quanto ottenuto. Con questo, non ci dimentichiamo che la questione non è finita: i nostri sforzi si spostano ora al decreto legge sulla Pubblica Amministrazione, dove contiamo di riuscire anche lì a recuperare gli insegnanti della cosiddetta «quota ’96». Sarà però nella legge di Stabilità a fine anno che dovrà arrivare una soluzione definitiva e strutturale al problema esodati ormai non più trascinabile: un appuntamento al quale faremo nuovamente, forse nel silenzio dei media, il nostro lavoro di confronto e mediazione, perchè è solo così che la politica, a mio giudizio, può ritornare ad avere credibilità.

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