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Intanto, mentre proseguiva il percorso della Stabilità, nel pomeriggio di mercoledì abbiamo approvato in Commissione l’importante risoluzione sul lavoro autonomo. Con questo documento, confermiamo la necessità di dare diritti e risposte concrete ad un pezzo del mondo del lavoro cresciuto negli ultimi anni, ma spesso dimenticato. Forniamo poi al Governo un forte impulso per il “jobs act degli autonomi” che sarà collegato alla Legge di Stabilità.
E’ il frutto di un lavoro di ascolto e di confronto che viene da lontano, e si è intensificato negli ultimi mesi. In primis. Per questa ragione la risoluzione contiene una serie di indicazioni precise e dettagliate, su cui chiediamo l’impegno dell’Esecutivo.
Le misure che suggeriamo vanno dalle tutele in caso di malattia grave (con la sospensione degli obblighi fiscali e previdenziali e l’impegno a verificare quella degli studi di settore) all’estensione dei congedi ai padri e della maternità a tutte le autonome (erogata anche senza l’astensione dal lavoro). Dal sostegno alla formazione continua (estendendo la deducibilità delle spese), al pieno accesso ai Fondi strutturali europei, al rafforzamento di politiche attive dedicate nella riforma dei centri per l’impiego.
Sul fronte fiscale, per quanto riguarda l’aliquota Inps di chi versa nella Gestione Separata, auspichiamo la sua stabilizzazione anche in futuro, nella prospettiva di renderla omogenea a quella degli altri autonomi. Proponiamo poi di avviare un tavolo di confronto fra i soggetti interessati che valuti la revisione del sistema previdenziale dei professionisti iscritti alle casse private oggi molto frammentate, per valorizzare tutti i periodi di versamento e, soprattutto, garantire l’equilibrio tra le pensioni presenti e quelle future.
Un’attenzione particolare meritano i collaboratori: specie quelli il cui rapporto è stato trasformato in un contratto a tutele crescenti, perchè possano ricongiungere senza costi i contributi versati; invitiamo poi a monitorare l’istituto della DIS-COLL per immaginare, nell’ambito della revisione in corso, forme stabili di tutela dalla disoccupazione involontaria.
Infine, crediamo sarà utile favorire la costituzione un tavolo di confronto permanente sul lavoro autonomo e professionale che riunisca tutti i soggetti coinvolti: un luogo in cui iniziare a ragionare sui parametri dell’equo compenso e – in generale – con cui dare piena attuazione agli impegni, monitorando costantemente l’efficacia delle riforme.
Il testo è stato votato anche da tutte le opposizioni, ad eccezione del M5S che ha montato polemiche personali e di semplice visibilità, per sfilarsi ancora una volta dalle proprie responsabilità. Tutte le altre forze politiche hanno invece riconosciuto che, di fronte ad un tema così importante per la vita di tante persone, le divisioni dovessero essere superate. Sono convinta che continuando il dialogo avviato, si potranno ora dare risposte a lungo attese e nuove opportunità a milioni di lavoratrici e lavoratori.

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