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La situazione dei lavoratori dello spettacolo, la cui cassa previdenziale è stata assorbita da INPS nel 2012, è molto complessa. Il loro è un lavoro precario per definizione, e mancano di tante importanti tutele rispetto al ruolo fondamentale di diffusori della cultura italiana. Sono stata alla presentazione del rapporto sulla loro condizione “Vita da Artisti” [leggi] e col collega Tonino Moscatt ho presentato un’interrogazione alla Camera.
Fino a qualche anno fa versavano i loro contributi alla cassa ENPALS. Da quando sono stati trasferiti a INPS, sono entrati in un vortice burocratico fortemente penalizzante, con il rischio di pagare ingiustamente cartelle previdenziali e arretrati non pagati dai loro datori di lavoro in passato. Per questo motivo, con il collega del PD Tonino Moscatt, abbiamo tenuto una conferenza stampa alla Camera il 4 aprile, per la presentazione di un’interrogazione al Ministro del Lavoro Poletti. Mentre la legge impone il pagamento dei contributi ai committenti, INPS ha scelto di chiedere gli arretrati direttamente ai lavoratori, mettendoli in una grave situazione professionale, vista la natura flessibile e precaria del loro lavoro.
Per questo abbiamo ritenuto necessario dare loro voce, illustrando il problema a Montecitorio insieme ad Angelisa Castronovo ed Emanuela Bizi, rispettivamente avvocato esperto di diritto dello spettacolo e rappresentante sindacale Cgil a difesa dei lavoratori dello spettacolo. Nell’attesa di ricevere una risposta ufficiale dal Ministero del Lavoro a seguito della nostra richiesta di chiarimento, continueremo a monitorare l’andamento della questione finché non verrà trovata una soluzione. Circa duemila lavoratori del settore vivono il limbo dell’incertezza, creata dalle riforme previdenziali della legislatura precedente. Anche per loro, come per tanti altri vittime di quella stagione, cercheremo di colmare i vuoti normativi che li hanno gettati nell’incubo delle cartelle esattoriali.

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