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La mia generazione ha conosciuto la politica in televisione. Abbiamo formato la nostra coscienza civile avvolti dal fenomeno della democrazia-spettacolo. E mentre i protagonisti – positivi e negativi – della politica italiana diventavano quotidianità, aumentava la distanza tra le loro scelte e la vita di ciascuno, nascosta sotto il velo dello share.

Trovare le ragioni di un impegno sociale, in questi stessi anni, per me e per molte e molti altri, è stato possibile a partire da ciò che la comunicazione mediatica non è riuscita a superare: le relazioni umane. In ogni contesto, la volontà di fare parte di chi c’era, concretamente, quando serviva una mano. A scuola, sul lavoro, a servizio della propria piccola e grande comunità. La spinta a parteggiare, per primi, con chi è ultimo nel megafono delle voci-forti: più debole, più lontano, più solo, più in difficoltà.

La mia identità si è formata a partire dai sogni ad occhi aperti sui principi della nostra Carta costituzionale e sulle scelte di vita, rischiose e spesso solitarie, delle donne e degli uomini coraggiosi che l’hanno resa allora possibile: per non accontentarsi, oggi, di leggerli impressi nei suoi Articoli, ma per farli vivere, ogni giorno e pienamente, nell’impegno e nella società.

Io sento davvero esserci un fermento, un coraggio, una complessità così ricca e innovativa che respira insieme ad una intera nuova generazione di italiani. Una forza e un sentimento che chiedono rappresentanza, spazio, per poter dire la propria, in ogni contesto. E, sono convinta, si debba partire dalla politica.

Non è certo “rottamazione”; e nemmeno un generico “rinnovamento”. E’ fiducia, responsabilità, voglia di ascoltare e insieme di essere protagonisti nel presente e non in un futuro fatto di promesse.

Nel mondo dell’impresa e della sostenibilità, del nuovo artigianato innovativo, dei servizi, dell’arte, dell’ambiente, della formazione, dell’accoglienza esiste un’urgenza vitale che non può essere ignorata, perché rappresenta le fondamenta delle nostre comunità di domani.

Io non posso rappresentare questa complessità: nessuno può. Di fronte a questa la Politica ha invece, un’occasione cruciale e non più rimandabile. La Politica può scegliere di allearsi con questa energia, per realizzare il cambiamento che serve a questo Paese.

Ovunque ho avuto occasione di misurarmi con l’amministrazione – in primo luogo nel Comune in cui vivo, Borgo San Dalmazzo – ho sempre agito per questo. Facendo delle scelte chiare e camminando insieme a tanti che hanno voluto accompagnarmi. Le Primarie sono per me un’ulteriore occasione di servizio al percorso del PD e del centro sinistra; perché riescano a cambiare davvero ed essere ciò per cui questo nostro partito è nato: il partito di chi avrà vent’anni nel 2020.

iovoto

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