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Contro l’emendamento a prima firma Fratoianni e Orfini che anche io ho sostenuto, si è scatenata nel Paese una vera guerra di disinformazione tesa a spaventare l’opinione pubblica e chiudere ogni possibilità di dibattito. La manovra è chiusa e l’emendamento è stato bocciato, ma vista la necessità di procedere ad una riforma fiscale, credo che di questo tema si debba continuare a discutere. Vi spiego quindi di cosa si trattava davvero.

La nostra proposta di “patrimoniale” era in realtà un taglio delle tasse ai ceti medi. Sarebbero state tagliate tutte le imposte di bollo sui conti correnti e tutte le tasse sulla casa per chi possiede meno di 500.000€ di capitale. Le stesse imposte sarebbero state abbassate a chi possiede da 500.000€ a un milione di euro e tutto questo carico fiscale si sarebbe spostato su chi possiede più di un milione di euro fra immobili e conto in banca. Parliamo di un prelievo sul 10% degli italiani per aiutare il 90%.

Avremmo recuperato milioni di euro senza attaccare i ceti medi, fondi da re-impiegare per la sanità, la scuola, gli investimenti per il lavoro dei giovani. Eppure non se ne può parlare, per qualcuno è troppo di sinistra, per qualcuno (Salvini) è “da arresto immediato”. Di Maio dice “piuttosto abbassiamo le tasse” e mi sembra che sia proprio questo che facciamo: abbassare le tasse a chi ha meno. Ma allora non sarà che qualcuno sta proteggendo i patrimoni dei più ricchi, provando a raccontarvi che le tasse invece le alziamo?

Le case degli italiani valgono in media 162.000€, 1385€/mq diceva l’Agenzia delle entrate nel 2016. Sono abbastanza sicura che la maggioranza delle persone, specie quelle più colpite dalla pandemia, non ha una casa da 500 metri quadri e nemmeno un milione di euro in banca. E se un po’ di quella ricchezza venisse redistribuita per il benessere collettivo, non se la prenderebbero certo a male.

Certo non dobbiamo dare per raggiunti gli obiettivi di abbattimento dell’evasione e dell’elusione fiscale. La patrimoniale si aggiunge e non si sostituisce a quelle strategie. In questi anni con vari provvedimenti si sono creati strumenti di controllo più efficienti, ma mancano ancora, da un lato, controlli sistematici, che avrebbero maggior successo se fossero supportati da una filiera ispettiva (Inps, Inail, Asl, Inl) rafforzata, visto che già oggi aiuta a scoperchiare sacche di lavoro nero e non solo. Mi sto battendo fortemente in questa direzione. Dall’altro, abbiamo bisogno di una svolta a livello europeo nella tassazione di certi servizi e piattaforme online, che oggi eludono il fisco per milioni e milioni di euro.

La nostra proposta di patrimoniale non vuole affatto essere punitiva nei confronti di chi con sacrifici e scelte oculate ha accumulato un certo patrimonio. Misure di questo tipo, oggi, sono un tema globale e non solo italiano, poiché la pandemia ha ulteriormente allargato le già gravi disuguaglianze prodotte dall’attuale modello di sviluppo e i governi devono far fronte a esigenze di protezione sociale e di rilancio dell’economia con risorse scarse e con un debito sempre maggiore. In un momento così difficile, la redistribuzione della ricchezza non può più essere un tabù.

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