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La vicenda di Riva Acciaio è grave e non consente a nessuno di speculare sui lavoratori.
La confisca eseguita dalla magistratura sui conti correnti e sui prodotti Riva è un provvedimento che sequestra il profitto illecito di un reato commesso dal Gruppo Riva. Non è accettabile che di fronte a questo provvedimento siano i lavoratori a pagare il costo sociale.
Nello stesso tempo il Governo non può e non vuole emanare un provvedimento che agisca sulle decisioni della magistratura. Chi tenta di confondere questi due piani della vicenda mantiene una ambiguità inaccettabile che dobbiamo rifiutare con nettezza.
Il Ministro Zanonato ha agito correttamente colmando anni e anni di ritardi di cui sono responsabili le amministrazioni locali pugliesi e i governi nazionali degli ultimi anni. Il Ministro ha verificato la possibilità di consentire l’utilizzo delle liquidità sequestrate, a patto di garantirne la restituzione.
Se questa soluzione non dovesse essere applicabile è già pronto il decreto.
Il Pdl non può continuare ad opporsi a questo decreto perché i lavoratori non possono perdere altro tempo. Le migliaia di famiglie coinvolte pretendono giustamente una risposta che risolva i problemi e non possono attendere gli sgambetti o l’odioso scaricabarile del Pdl interessato più ad attaccare nuovamente la magistratura che a trovare soluzioni.
Far ripartire il lavoro negli stabilimenti è urgente e il Pdl deve dire con chiarezza quale strada ritiene accettabile per arrivare a questo risultato. Giocare sulla pelle dei lavoratori o, peggio, innescare lo scontro ideologico è un comportamento dannoso e irresponsabile.

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