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La Giornata della Memoria, lo scorso 27 gennaio, per me è stata la prima trascorsa tra i banchi in Parlamento. E’ stato davvero emozionante e significativo avere la fortuna di fermarsi a riflettere, come ognuno di noi, in un luogo così significativo. Il Ricordo delle atrocità della Shoah e della guerra era però già incominciato nei giorni precedenti, come ogni anno, sul territorio. Gli atti vergognosi di quegli stessi giorni a Roma, contro la Sinagoga e contro le sedi PD, dimostrano quanto non si possa dare mai nulla per scontato e quanto non vada mai abbassata la guardia, coltivando un passo dopo l’altro il rispetto, senza cui non non si costruisce, anche oggi, nessuna pace.

Tengo ancora vivi quei racconti ascoltati da bambina, di quando la grande Storia si è abbattuta tragicamente anche qui. Ricordo specialmente quelli in cui i valligiani ricostruivano la Traversata della notte tra 8 e il 9 settembre del ’43, in cui circa 800 ebrei provenienti dalla Francia cercarono rifugio nelle nostre valli. Trovarono invece i nazisti-fascisti che li catturarono e rinchiusero in un campo di smistamento di Borgo San Dalmazzo. Da lì, poi, vennero deportati ad Auschwitz.

La mattina del 26 ero già stata a Saluzzo, nella commemorazione dei molti giovani della Divisione alpina Cuneense caduti nella battaglia di Nowo Postolajowka che concluse quella tragica spedizione russa nella quale così tante famiglie pagarono un prezzo di sangue alla follia della guerra. In seguito, come faccio ogni anno, ho partecipato alla silenziosa, semplice, non retorica, “marcia dei lumini” nella mia città, Borgo san Dalmazzo. La serata è terminata poi al teatro Toselli di Cuneo, dove i canti hyddish hanno risuonato pieni della loro profonda tristezza. Sento tutto questo, da sempre, come un dovere morale: esserci, contribuire ad organizzare momenti di condivisione collettiva, di memoria attiva. Oggi, non posso che sentire ancora di più il peso di questa responsabilità. Per questo ho voluto e voglio continuare ad essere al fianco dei sopravvissuti allo sterminio, al fianco dei Partigiani e dei reduci che tengono viva per davvero e nel tempo quella Storia. Colgo l’occasione qui di ringraziare tutte le associazioni, le Istituzioni storico culturali, i Comuni, gli enti locali e le tantissime sensibilità diffuse che non fanno di questi momenti un’occasione di retorica, ma invece tengono sempre viva, in maniera disinteressata, la memoria rendendola a tutti gli effetti attiva.

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