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Il Ministero dello Sviluppo Economico ha risposto all’interrogazione che avevo presentato per accendere i riflettori sulla grave situazione Italcementi di Borgo San Dalmazzo.
E’ emerso così che l’azienda, oltre a non interloquire con il territorio e le amministrazioni, ha anche contravvenuto agli intendimenti avuti sia con il Mise che con il Ministero del lavoro. Per questo, i 13 licenziamenti non possono che essere stigmatizzati.
Il MISE ha innanzitutto riferito che “nel recente incontro presso il Ministero dello sviluppo economico, avvenuto alla presenza anche dei rappresentanti della società tedesca Heidelberg Cement, azionista di maggioranza del gruppo Italcementi, è stato confermato almeno fino al 2020 l’attuale assetto produttivo delle aziende del Gruppo presenti in Italia. Tuttavia – si legge ancora nella risposta – Italcementi ha attivato la procedura di mobilità per 13 dipendenti che operano presso il sito di Borgo San Dalmazzo, e lo ha fatto pertanto “contrariamente a quanto convenuto presso il Ministero del Lavoro” in occasione della procedura di dicembre con cui è stata concessa la cassa straordinaria ad altri stabilimenti in Italia.
Ho fatto presente come a livello locale, in questi mesi, non ci sia stata alcuna interlocuzione da parte dell’azienda, specie con le amministrazioni interessate. Visto l’insieme di questi elementi, ho posto quindi con forza la necessità di riportare l’attenzione di tutti anche sulla situazione di Borgo e sui suoi lavoratori. Il Ministero ha stigmatizzato la decisione aziendale di licenziare 13 lavoratori e ha detto che non mancherà, nel corso dei prossimi incontri programmati, di sollecitare sia Italcementi sia Heidelberg Cement a ricercare una soluzione positivamente condivisa.
Come già detto, le istituzioni sono terze e rispettiamo il confronto sociale, che ora affronterà il seguito del mancato accordo. Ma è importante che i riflettori si siano riaccesi. Speriamo possano favorire nuovi margini di manovra fra le parti, aiutando a “rischiarare” un futuro che 13 famiglie ed un intero territorio vedono oggi ancora incerto.
Continuiamo a lavorare per questo.

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