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Sono molto amareggiata e delusa per la piega presa dalla situazione Italcementi di Borgo San Dalmazzo. Innanzitutto perché con i sindaci di Borgo e Valdieri, avevamo inviato una lettera ai vertici dell’azienda chiedendo “urgenti e puntuali chiarimenti” sui tagli di personale e sulle prospettive del sito: grave che non siano ancora arrivate risposte. Dispiace anzi constatare come dalla parte datoriale non ci sia stata fin qui disponibilità al dialogo.

In secondo luogo, per l’impossibilità di un accordo nel confronto fra parti sociali. Questo giovedì, il Ministero dello Sviluppo Economico risponderà all’interrogazione che avevo depositato a dicembre e tornerò a porre con forza la questione in sede parlamentare. Ma le istituzioni sono terze, ed è nel dialogo tra le parti che va sollecitata una soluzione, nell’interesse di 13 famiglie di lavoratori ed di un intero territorio.

Ho profondo rispetto per i tavoli di confronto sociale: proprio per questo non posso che ricordare altri casi, non distanti da qui, in cui si è dimostrato come sia possibile raggiungere soluzioni accettabili per tutti: quando, però, c’è la buona volontà di farlo.

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