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Questa mattina ho presentato un’interrogazione al Ministro dell’istruzione Carrozza per sollecitare un intervento a livello nazionale sulla questione “settimana corta” nelle scuole che nella nostra Provincia ancora non ha trovato una soluzione adeguata per coloro che ne sono direttamente coinvolti, studenti e famiglie in primis.

Al di là delle posizioni e delle problematiche ormai note, si segnala l’evidente mancato rispetto di quei principi fondamentali di autonomia scolastica e di diritto all’istruzione che lo Stato è chiamato a tutelare a tutti i livelli. Non è pensabile che la Provincia arrivi a minare (inviando una lettera ai dirigenti scolastici) il diritto degli istituti di organizzare autonomamente la propria offerta didattica, così come non è accettabile che una decisione, come quella dei tagli al trasporto, puramente amministrativa, arrivi a ledere principi fondamentali in materia scolastica, con ricadute non trascurabili per migliaia di studenti.

Il dibattito di questi ultimi mesi ha evidenziato a più riprese le criticità di una tal decisione presa dall’alto senza tener conto delle esigenze proprie della didattica. I docenti sono ad esempio concordi nel ritenere che un provvedimento di questo tipo avrà un impatto significativo nella diminuzione delle attività didattiche extra scolastiche fondamentali nei percorsi di studio, anche a fronte delle peculiarità di un territorio per lo più collinare e montano che impone già oggi a tanti ragazzi sforzi importanti per coniugare viaggi e profitto scolastico.

Si ritiene quindi che vadano individuate soluzioni di altro tipo, e si sollecita il governo a intraprendere iniziative che garantiscano il pieno godimento dei diritti costituzionali e la piena titolarità degli Istituti scolastici della nostra provincia a definire in autonomia e in forza di legge la propria offerta formativa.

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