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Insediare un Tavolo sulla Cura per l’Italia

Articolo pubblicato su Avvenire – 8 aprile 2020

Caro Direttore,
ho letto con interesse, pochi giorni fa, la lettera con cui Luigi Bobba ha voluto mettere sul tavolo alcune proposte concrete per affrontare i prossimi mesi di “battaglia” sociale. Bobba prende spunto da un’altra battaglia, quella di Dover nel ’43, per richiamare la “flotta delle zanzare”, le migliaia di piccole imbarcazioni private che allora affiancarono la Marina Reale. Oggi come allora, nessuno può pensare di “vincere” senza mettere in campo tutte le forze a disposizione. Non solo quelle ufficiali, dall’esercito al sistema sanitario, ma anche e soprattutto quelle civili, del terzo settore, del volontariato. Oltre ai malati in ospedale o isolati nelle loro case infatti, per centinaia di migliaia di persone in questi giorni si moltiplicano i bisogni. Dobbiamo subito scegliere come proteggere i più fragili che ad oggi sono evidentemente gli anziani, gli immunodepressi, i disabili e chi sta loro accanto. Sono i più vulnerabili a questa emergenza che limita le interazioni sociali. Nei prossimi mesi, per proteggersi, dovranno rimanere “isolati”, che molte volte vuol dire soli, privati degli affetti, ma anche delle cure o di terapie necessarie. Non possiamo permetterlo, non ora che la nostra società sta provando a rimettere al centro i valori della solidarietà e della condivisione (sembrano così lontani i tempi in cui “buonista” era un insulto!). Questi processi non possono essere semplicemente gestiti: devono essere governati. Non vi sarà un momento migliore per mettere intorno ad un tavolo tutti i soggetti in grado di “mappare” i bisogni della terza età, dei malati cronici e dei diversamente abili e definire per loro le migliori strategie di “affiancamento”. E dobbiamo assolutamente riprendere il tema, dimenticato dal decreto, del lavoro di cura: quello di colf e badanti, e della tutela di queste lavoratrici donne, spesso straniere e più fragili ma ora indispensabili, e tanto più lo saranno nella cosiddetta “fase due”. Abbiamo bisogno di una svolta culturale che oggi sembra essere più compresa da Papa Francesco che non dalla politica a tutti i livelli, che metta al centro il tema della cura, un tema vasto e trasversale generazionalmente, non più rinviabile. Per questo ritengo fondamentale che presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (in accordo col Ministero della Salute) venga insediato un tavolo che coinvolga tutti i soggetti in grado di produrre, in poche settimane, un’anagrafica dei bisogni. Un Tavolo sulla Cura, a cui dare gambe forti con le proposte di Luigi Bobba l’erogazione del 5×1000 del 2017 e del 2018, risorse aggiuntive per un servizio civile di carattere straordinario e modalità universali di messa in disponibilità dei volontari. Significa chiedere un “servizio solidale” a donne e uomini in buona salute, e anche ai percettori del Rdc, al fianco delle reti del volontariato consolidato e in parte del socio-sanitario fortemente stressato dall’emergenza, in cambio di quelle risorse economiche che lo Stato si sta impegnando a garantire a tutti. Per costruire e coordinare un impegno collettivo, accudire l’Italia.

Chiara Gribaudo – Vice Presidente Deputati PD

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