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In questi due mesi ho partecipato a numerosi incontri per affrontare le problematiche del lavoro. Da Grosseto a Salerno, da Genova a Milano fino a Roma ho cercato di affrontare i temi più scottanti sui quali il governo continua a rimanere in silenzio, dalla sicurezza alla formazione, dai salari al lavoro femminile.
Il 14 sono stata a Castel del Piano in provincia di Grosseto per un bel dibattito con amici e compagni del Pd. Come sempre ogni volta che ne ho la possibilità, scopro in giro per il nostro Paese persone generose ed entusiaste, nonostante tutto, della politica. Le ho incontrare anche il giorno dopo, a Salerno, all’iniziativa dei Futuredem “Fondata sul lavoro”, nella quale abbiamo ripercorso quanto fatto negli ultimi anni e indicato alcuni obiettivi per i prossimi, come la parità salariale fra uomini e donne, il salario minimo, l’equo compenso.
Il 18 giugno, a Genova, ho incontrato sindacati e rappresentanti delle imprese ad un dibattito organizzato dal Pd cittadino, per affrontare con serietà il tema della sicurezza sul lavoro. L’inizio del 2018 è stato caratterizzato da un susseguirsi di tragici incidenti, che devono trovare giustizia e che devono insegnarci una nuova cultura della sicurezza. Si è trattato di un appuntamento importante per discutere di alcuni punti che presto il Pd inserirà nelle sue proposte parlamentari.
Il 28, invece, ho partecipato a Milano al Festival del lavoro, al tavolo “Quale scuola per quale lavoro”. Ho trovato accanto a me il conterraneo, presidente di Confindustria Cuneo, Mauro Gola, e una deputata di Forza Italia. Assente purtroppo la rappresentante dei 5 stelle: sarebbe stato interessante confrontarci con lei sui temi dell’alternanza scuola lavoro, della formazione, dell’apprendistato.
A luglio impegni quasi azzerati per seguire i lavori del decreto Di Maio, ma all’inizio di agosto, sono riuscita a passare il 3 agosto alla bella Festa de l’Unità di Roma, dove mi sono confrontata con l’assessore al lavoro della Regione Lazio, Claudio di Berardino. Una bella serata soprattutto per approfondire il tema delle politiche attive del lavoro, che più che degli slogan del governo hanno bisogno di maggiori risorse e nuove competenze.

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