Seleziona una pagina

Questa mattina ero ad Alba, al funerale di Michele Ferrero.
Un uomo che ha dato molto a molti – nella sua città, nella provincia, poi nel mondo intero – e che ha saputo intendere in modo unico il valore del lavoro, del fare impresa, del welfare e delle relazioni umane.
Uno sguardo lungo, il suo, che non ha mai dimenticato che si parte a guardare innanzitutto vicino a sè.
Per questo, le presenze più significative non sono state tanto le numerosissime personalità politiche, istituzionali, sociali ed economiche, venute a testimoniare il suo ruolo nazionale ed internazionale. Quanto invece quelle dei suoi collaboratori e dipendenti, venuti a raccontare la loro commozione e il suo valore umano. Quelli per i quali – dai più anziani con cui incominciò, ai più giovani arrivati per ultimi, non importa con quale livello aziendale o incarico – è da subito e sempre stato “il signor Michele”.
In momenti in cui la qualità del lavoro e dell’impresa sono spesso giocate al ribasso, esperienze di discrezione, sobrietà ed operosità come la sua – la loro – dovrebbero essere davvero d’esempio per tutti noi.

X