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Questa volta andiamo a Pollenzo, dove un gruppo di studenti ha dato vita ad un progetto di cibo, cultura e lavoro. Hanno iniziato con un food-truck, ma la loro “strada” promette molto altro: The Edible Commandments.

edible

1) In cosa consiste l’iniziativa? Che cosa vi ha spinto ad intraprenderla?
Mi chiamo Sebastian Burgos e faccio parte di “The edible commandments”: siamo un gruppo di amici, tutti studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo,  provenienti da diverse parti del mondo (Italia, Olanda, Colombia, Brasile, Stati Uniti, Israele, Svizzera, Norvegia e Guatemala). Ad un certo punto, abbiamo deciso di creare qualcosa che facesse del cibo un mezzo di espressione, in difesa della qualitá, sostenibilità e convivialità del mangiare. Tra i primi “esperimenti”, durante l’ultimo Salone del Gusto, abbiamo dato vita ad un food-truck che ha proposto ai passanti ricette ogni giorno diverse, ispirate ai nostri paesi d’origine.

2) Perché questa scelta? I vostri studi hanno contribuito?
Certamente, in questo caso lo studio comune della gastronomia, ci ha reso questa modo di pensare (questa “visione” del mondo, se vogliamo) più chiara e vivace. In questa modo, le diverse prospettive di ognuno di noi hanno poi potuto arricchire una base comune dandoci, credo, alcuni spunti originali per la visione e il lavoro del gruppo. Ci ha spinto la necessitá di riproporre una visione diversa del cibo, capace di fare i conti con i diversi problemi e sfide della nostra generazione.

3) Come la giudicate per ora? Quali aspetti positivi o difficoltà particolari avete incontrato?
Siamo solo all’inizio del viaggio, e vediamo come le opportunità che cominciano ad arrivare. Crediamo che gli obiettivi si raggiungano lavorando e continueremo per quella strada. Le difficoltà  e la fatica non mancano, ma noi per ora siamo convinti a proseguire con più passione e gioia.

4) Che valore pensi che potrà avere la tua esperienza e vorresti che fosse da spunto anche per altri? Se sì, in che modo?
Noi vorremo condividere che i grandi cambiamenti si costruiscono a partire dai piccoli fatti, e saranno questi a fare la differenza. Noi proponiamo – anche concretamente – a partire dal produrre buon cibo, un rispetto verso la natura e le persone che coinvolgono nel nostro piacere.

5) Progetti per il futuro?
Vorremo che questa la nostra visione possa continuare ad avere una voce, dalla terra, la cucina, l’agricultura, arte e communicazione, etc.. diversi ambiti di espressione che coinvolgeranno la nostra ricca diversità di prospettive ed esperienza dentro del gruppo. A partire dall’esperienza fatta con il food-truck ci piacerebbe fare nuovi esperimenti e nuovi incontri, letteralmente “on the road”. Siamo fiduciosi, vedremo cosa ci riserverà il futuro.

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