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Mi fa piacere inaugurare in questa newsletter un piccolo spazio in cui raccogliere le esperienze dei giovani che lavorano oggi con ingegno e voglia di fare, ma anche con molte difficoltà. Un modo per tornare a dare un volto ai fenomeni che raccontiamo, un contenuto umano ai numeri che ormai sappiamo.
Questa volta partiamo da Cuneo con Sara Signorile (27 anni), sarta e stilista fondatrice della linea Maison Fou.

2014.03.07_signorile

Sara, qual è la tua attività? Cosa ti ha spinto ad intraprenderla?
Sono stilista e ho fondato una mia linea col nome “Maison Fou”. Ho studiato alla scuola di moda e design ad Alba, poi ho lavorato a lungo in un negozio. Nel frattempo ho sempre realizzato delle mie produzioni come piccoli gioielli e alcuni primi capi. Poi, il grande salto: ho iniziato a lavorare come sarta di compagnia nel teatro, insieme all’attrice Milena Vucotich, attività che non ho lasciato. Sono appena tornata dalla Svizzera dove ho contribuito ai costumi per la Tosca di Puccini. Questo mi ha dato la spinta decisiva per provare a mettermi in proprio. Così ho aperto la partita IVA.

La scuola che hai fatto ti ha aiutata? Ti ha dato gli strumenti utili per scegliere il tuo lavoro e per proseguirlo?
Certamente sì, il primo contatto con quello che mi piaceva è avvenuto lì. Anche le competenze che mi ha lasciato sono state utili. E’ però sempre necessario fare tuo ciò che ti viene insegnato, interiorizzarlo e renderlo personale. Questo ti permette di passare dalla formazione scolastica al lavoro vero e proprio.

Come mai la scelta del lavoro autonomo?
Da una parte il lavoro autonomo è stata una scelta e, in qualche misura, una condizione per fare bene il lavoro che ho scelto: con una mia società, lavorando prevalentemente da sola, riesco ad essere più flessibile e a soddisfare meglio le richieste che mi arrivano. In più, il pubblico riconosce più facilmente l’impegno che ci metti e, spero, la qualità di ciò che fai. Certo, dall’altra parte alcuni costi si fanno sentire, tra cui l’iscrizione ai lavoratori artigiani. Per cui bisogna sempre fare un po’ attenzione.

Sei pentita o consiglieresti a qualcuno di prendere spunto dalla tua esperienza?
Non sono pentita. Il mio consiglio è di pensare bene alle motivazioni che si hanno, ma una volta chiarite di perseguire con molto coraggio la via che si è scelta.

Progetti per il Futuro?
Mi piacerebbe poter avere un’esperienza importante all’estero. Però resto con i piedi per terra e per ora continuo con decisione il mio lavoro, con passi piccoli.

sito web Maison Fou

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