Seleziona una pagina

Questa volta ci addentriamo nel centro di Bra: Maurizio Tibaldi e la sua libreria Il Crocicchio.

MaurizioTibaldi

1) Qual è la tua attività? Cosa ti ha spinto ad intraprenderla?
Insieme ad un socio, 4 anni fa abbiamo rilevato la libreria “Crocicchio”, realtà storica punto di riferimento per la città di Bra da oltre 40 anni. Quello che ci ha spinto è la passione per i libri, e per posti come questo: crediamo che una libreria possa e debba essere non solo un negozio, ma anche un punto di riferimento culturale per la comunità. Ci piacerebbe farla essere un posto dove poter trovare la cosa che non ti aspetti o, come ci piace dire, “i libri che non hai ancora letto”. E non parliamo soltanto delle novità editoriali, ma di tutti quei libri nei quali non ci si era mai imbattuti e che magari non si troverebbero altrove. Siamo convinti che al libraio spetti proprio questo compito di scopritore e divulgatore di cose belle e ancora sconosciute.

2) La scuola che hai fatto ti ha aiutato? Ti ha dato gli strumenti utili per scegliere il tuo lavoro e per proseguirlo?
Per quanto riguarda la conduzione specifica della professione, la laurea in scienze politiche non mi ha offerto strumenti specifici e molte delle dinamiche tipiche di questo tipo di lavoro necessitano più che altro di tempo ed esperienza per essere comprese e gestite. D’altra parte aver frequentato facoltà umanistiche, a stretto contatto con il mondo dei libri ci ha aiutati a maturare una certa familiarità e consuetudine con essi. Questa consapevolezza ci è stata d’aiuto nell’orientarci tra le innumerevoli proposte editoriali a disposizione.

3) Come mai la scelta del lavoro autonomo? Quali aspetti positivi o difficoltà particolari hai incontrato?
Il lavoro autonomo non era di per sé una aspirazione, la scelta fatta ci ha portati necessariamente in questa direzione.
Sicuramente questo tipo di attività offre un certo grado di scelta e libertà di azione. D’altra parte ci si sente spesso soli, con l’impressione di non ricevere quel sostegno che potrebbe essere utile ad affrontare con maggiore slancio e serenità gli impegni quotidiani.
La volontà e la creatività sono fondamentali, lo sentiamo dire spesso, ma non bastano se il quadro normativo entro il quale ci muoviamo non è chiaro e ci sottopone sempre più spesso ad una vera e propria concorrenza sleale.
I diversi attori in campo nel nostro settore sembrano muoversi in modo spesso contraddittorio, e si fa fatica a scorgere una vera strategia condivisa per il rilancio della lettura e della cultura legata al libro. La polemica di questi giorni intorno al Salone del Libro di Torino la dice lunga in questo senso. Si naviga a vista.

4) Sei pentito o consiglieresti a qualcuno di prendere spunto dalla tua esperienza?
Non sono pentito, soprattutto pensando a quante persone della mia generazione incontrano difficoltà crescenti nel trovare un lavoro adeguato e soddisfacente.
Questa è stata anche una delle componenti che ci hanno spinto a compiere questa scelta, che per molti aspetti può sembrare rischiosa, addirittura azzardata.
Sappiamo che non è banale trovare un lavoro e ancor meno poterselo scegliere.
Non so, ad oggi, se il nostro sia da considerare un modello consigliabile: stiamo attraversando un momento di passaggio, intravediamo dei segnali positivi, ma per ora sospendiamo il giudizio.

5) Progetti per il futuro?
Intanto riuscire a continuare, a lavorare come abbiamo fatto finora, resistendo e migliorando. Stiamo cercando di costruire qualcosa di bello e, speriamo, importante per il contesto nel quale lavoriamo. Abbiamo incontrato persone interessate e interessanti in questi anni, speriamo di continuare a farlo con iniziative sempre nuove e di qualità, che possano rendere questo luogo un centro culturale a tutti gli effetti.

info etc: sitoweb / pagina Facebook

X