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Continua la rassegna di storie di giovani e di lavoro: in questo numero, il racconto dell’esperienza di Mario Brocchiero, che gestisce il Rifugio Olmo Bianco in borgata Bergemolo, Comune di Demonte in Valle Stura.

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1) Qual è la tua attività? Cosa ti ha spinto ad intraprenderla?
Gestisco il Rifugio Olmo Bianco nella Borgata Bergemolo in Valle Stura. Il rifugio è situato a 1200m quota in media montagna e la mia attività prevalente è di ristorazione, anche se c’è la possibilità di fermarsi. Ho cominciato questa attività per completare il mio lavoro principale: sono operaio stagionale. All’inizio il rifugio era solo invernale e di supporto alle attività sciistiche di biathlon. Poi, negli ultimi tre anni, visto che la cosa mi piaceva e mi appassionava ho preso tutte le licenze e adesso l’Olmo Bianco è aperto tutto l’anno.

2) La scuola che hai fatto ti ha aiutato? Ti ha dato gli strumenti utili per scegliere il tuo lavoro e per proseguirlo?
Io ho studiato da perito meccanico, poi ho iniziato scienze forestali; ho interrotto due anni dalla laurea per la nascita della prima delle mie tre bimbe.
In linee generali – sembrerà strano – ma anche lo studio da perito l’ho ritrovato, per esempio, nel lavoro in cucina, dove è molto importante la “logistica” e l’organizzazione. Per cui sì, sono stati utili. Anche riguardo le scienze forestali, essendo in montagna, sono competenze che mi hanno aiutato ad avere qualche nozione in più sul territorio, ad esempio per dare indicazioni o rispondere alle domande dei turisti.

3) Come mai la scelta del lavoro autonomo? Quali aspetti positivi o difficoltà particolari hai incontrato?
Come dicevo, la scelta è nata per completare l’attività lavorativa stagionale nel corso dell’anno, anche visto che l’altro lavoro continuava ad essere precario. Le ragioni sono quindi sia l’integrazione al reddito che, poi, le piccole soddisfazioni del lavoro autonomo: quando le cose girano, dipende da te, vuol dire che hai fatto bene. L’aspetto negativo, se vogliamo, è che ovviamente anche la responsabilità è tutta tua e bisogna lavorare molto, ogni tanto è faticoso. Nel lavoro subordinato sei forse più tranquillo, ma dall’altra le soddisfazioni sono più relative: che tu faccia bene o no, non porta ad una grande valorizzazione.

4) Sei pentito o consiglieresti a qualcuno di prendere spunto dalla tua esperienza?

Pentito sicuramente no. La cosa fondamentale è riuscire a trovare un mestiere che piaccia, che non pesi e che uno creda di poter far bene. Certo, consiglierei di trovare la propria strada!

5) Progetti per il futuro?
Mi piacerebbe proseguire così, sta andando tutto bene. Ovviamente il lavoro stagionale diventasse fisso potrebbe essere una maggiore sicurezza, ma chi lo sa. Comunque, per ora, mi piacerebbe continuare in questo settore: chissà, magari anche trovando un posto un po’ più grosso o accessibile… ma anche se andasse così, va bene.
Adesso sto cercando di ottimizzare la cucina e gli spazi, insieme al Comune stiamo pensando come rendere più sfruttabile la struttura esistente.

info etc: http://www.cuneo360.it/rifugi/63

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