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In questo numero, racconto – con un po’ di invidia – la storia di Lorenzo Dalmasso (27 anni) e Paolo Lusso (25 anni), giovani che tra poco “faranno” un importante esperienza personale e di beneficenza. Buona lettura!

mongolrally

1) In cosa consiste l’iniziativa? Cosa vi ha spinto ad intraprenderla?
L’iniziativa che abbiamo deciso di intraprendere si chiama Mongol Rally: 5 settimane attraverso 16 stati, per un totale di 14370 chilometri (sul nostro sito web è possibile trovare tutte le info del viaggio: www.slowridetomongolia.com). L’obiettivo è la beneficenza: raccoglieremo e devolveremo fondi per l’ambiente e la ricerca sul cancro (centro di Candiolo).
Cosa ci ha spinto? Erano anni che a Paolo, il mio socio di viaggio, gironzolava in testa l’idea. Poi una sera, chiacchierando, ci siamo convinti a buttarci nell’avventura insieme: naturalmente, il fatto di viaggiare già di per se è un nostro grande “vizio”, ma la possibilità di farlo in un modo così particolare ci ha subito incantato.

2) I vostri studi o la vostra attività lavorativa come ne risentiranno? In qualche modo, hanno contribuito a questa scelta?
Lorenzo: Per quanto riguarda la mia situazione lavorativa, beh diciamo che come il viaggio anche questa è particolare: circa 2 anni e mezzo fa, al termine della laurea triennale in architettura, ho trovato un lavoro in un azienda che allo stesso tempo mi dato la possibilità di continuare la mia carriera di studi, mi ritrovo oggi sempre nella stessa azienda e a un passo dalla laurea magistrale ( mi manca la tesi che discuterò a  settembre). Diciamo che tutto questo poteva essere un ostacolo alla possibilità di fare un viaggio così lungo e impegnativo, invece mi ha dato uno stimolo in più e dopo anni di impegni e sacrifici, un po’ di tempo solo per me era quello che desideravo.
Paolo: La mia carriera di studi è terminata qualche anno fa con la laurea in economia, lavoro in un azienda di famiglia, che mi ha dato la possibilità in questi anni di coltivare la mia passione per i viaggi.

3) Cosa vi aspettate da questo viaggio? Quali difficoltà particolari vedete?
Beh, naturalmente ci auguriamo in primis di arrivare sani e salvi! Da questo viaggio ci aspettiamo di tutto: la possibilità di viaggiare in questo modo ci mette in stretto contatto con culture, lingue e tradizioni diverse. Ci aspettiamo di tornare cambiati, ma in meglio, con un grosso bagaglio di emozioni e racconti.
Le difficoltà saranno molte, il viaggiare senza la possibilità di usare un GPS può rappresentare un grande ostacolo e chissà quali sorprese ci riserverà, a dirla tutta ci spaventa più la domanda…

4) Consigliereste a qualcuno di prendere spunto dalla vostra esperienza? Se sì, in che modo?
A questo viaggio diamo un valore immenso: basti pensare che sono stati necessari 8 mesi di organizzazione per 6 settimane di viaggio, in più la consapevolezza di dare una mano per contribuire alla ricerca scientifica rende questa avventura ancora più affascinante. Ci auguriamo di essere un buon esempio/spunto per qualcuno e magari al ritorno avere la possibilità di raccontare la nostra avventura

5) Una volta tornati, quali progetti avete per il futuro?
Futuro? per me (Lorenzo)naturalmente la laurea. Per tutti e due, tornare a lavoro e poi… chissà, Chiara, ci piacerebbe poter rispondere alla domanda al ritorno dal viaggio: magari sarà lì che scopriremo che vogliamo fare!

info etc: sitoweb / pagina Facebook

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