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Continua la rassegna di storie di giovani e di lavoro: in questo numero, il racconto dell’esperienza di Davide Bernardi, che gestisce l’agriturismo “La Truna” nella frazione Rialpo di Demonte (CN).

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1) Qual è la tua attività? Cosa ti ha spinto ad intraprenderla?

Gestisco l’agriturismo La Truna, nella Frazione Rialpo in Valle Stura. L’attività è partita dall’azienda agricola di famiglia, messa in piedi dal nonno. Fin dai tempi della scuola, come il babbo e la mamma prima di me, gli ho sempre dato una mano. Poi, dopo gli studi, è nato il desiderio di non disperdere l’impegno e i sacrifici che erano stati fatti da loro. Il PSR è stata l’occasione per farlo: ho partecipato al bando e ho potuto così ristrutturare un casolare vecchio (con fotovoltaico come risorsa rinnovabile) e ampliare la parte agricola, così alterniamo un po’ le attività. Ora sono due anni che abbiamo aperto.

2) La scuola che hai fatto ti ha aiutato? Ti ha dato gli strumenti utili per scegliere il tuo lavoro e per proseguirlo?
Io ho frequentato l’istituto agrario e poi un corso maestro sci fondo (sono del ’90), entrambe cose che mi sono servite. La scuola mi ha certamente aiutato perché il bando richiedeva proprio competenze di perito (o un aggiornamento in questo settore) per portare avanti il 50% tempo-lavoro in agricoltura, a cui sommare altre attività. L’azienda già avviata è stata una base importante. Grazie però alle mie competenze, l’ho adeguata alle nuove esigenze. Ora possiamo ospitare 40 persone con una parte agricola adeguata alle nostre necessità tra cui, un centinaio di ovini e 50 suini, più 10 cavalli che utilizziamo per le passeggiate. Nella parte superiore, quella dei due vecchi fienili, abbiamo ricavato 4 stanze con soppalco, caminetto e idromassaggio in ognuna. Da ultimo, abbiamo operato la conversione in azienda biologica.

3) Come mai la scelta del lavoro autonomo? Quali aspetti positivi o difficoltà particolari hai incontrato?
Come dicevo il primo motivo è stato far sì che gli sforzi dei nonni per l’attività agricola non fossero vani. 
Questo mi ha aperto un possibilità di fare in proprio. Certo, la vita privata viene un po’ limitata specie per chi ti sta vicino e deve condividere le scelte che fai. Tra le altre difficoltà, metto la burocrazia forse giustificata da cattivi comportamenti in passato, per cui ora si è più rigidi: in ogni caso è dura stare dietro a tutte le carte e le incombenze.

4) Sei pentito o consiglieresti a qualcuno di prendere spunto dalla tua esperienza?
Pentito no perché ero consapevole. Consigliare? Direi di sì, se si parte però da una buona base di esperienza ed anche economica. Si vede anche tanta improvvisazione, ma bisogna sapere bene cosa si fa e a cosa si va incontro. Solo così non si va allo sbaraglio ma, anche se con difficoltà, si riesce poi a corrispondere alle aspettative. 

5) Progetti per il futuro?
Bè, innanzitutto “rimanere a galla”! In ogni caso, noi non vorremmo variare troppo l’impronta di da cui siamo partiti e che ci caratterizza. Ma comunque stare al passo. Altre migliorie, essendo già praticamente tutta la famiglia al lavoro e avendo quindi disponibilità limitata di personale, per ora non si possono fare. In futuro forse mi piacerebbe aggiungere qualcosa all’esperienza con i cavalli. Staremo a vedere!

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