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Prosegue questa rassegna di storie di giovani e di lavoro: in questo numero, il racconto dell’esperienza di Clara Lovera, che ha lasciato un posto “fisso” per andare a gestire la bottega del Parco delle Alpi Marittime a Sant’Anna di Valdieri, I Bateur.

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1) Qual è la tua attività? Cosa ti ha spinto ad intraprenderla?
Da qualche tempo ho in gestione il negozio di alimentari e bar “I Bateur” di Sant’Anna di Valdieri. Inoltre, ho anche in gestione l’Ecomuseo della Segale che era compreso nel bando del Parco delle Alpi Marittime a cui ho partecipato. In pratica, si tratta dell’unica struttura nella borgata aperta 12 mesi anno. Per cui, oltre all’attività in sé, è anche il principale punto di riferimento della popolazione locale.
Ho iniziato fin da ragazzina a lavorare bar e ristoranti, e ho sempre amato molto questo genere lavoro. Anche se poi facevo altro – ero impiegata all’Alpitour nella programmazione viaggi, dove pure mi trovavo bene – ho sempre continuato a svolgere questa attività quando possibile, l’ho sempre avuta molto nelle mie corde.
Poi il trasferimento a Torino dell’azienda, mi ha fatto scattare la molla: volevo fare qualcosa in valle che mi consentisse di non trasferirmi da Valdieri, e volevo di farlo in proprio. Era il momento per mettermi in gioco. In quel momento è uscita l’occasione di partecipare al bando, e ho colto l’opportunità.

2) La scuola che hai fatto ti ha aiutato? Ti ha dato gli strumenti utili per scegliere il tuo lavoro e per proseguirlo?
Si e no. Io sono tecnico dei servizi turistici, e quello che ho studiato – dopo il cambio di attività – mi serve in una piccola parte; il resto l’ho acquisito sul campo, con l’esperienza diretta.

3) Come mai la scelta del lavoro autonomo? Quali aspetti positivi o difficoltà particolari hai incontrato?
Quanto agli aspetti positivi, direi quello di avere appunto autonomia al 100% nella gestione di tempi, spazi e modi di lavorare. Una sensazione nuova che non avevo mai provato, perché prima, da dipendente, eseguivo le consegne senza metterci troppo del mio. Mentre ora posso prendere decisioni da sola, giuste o sbagliate che siano: una cosa che aiuta molto a crescere.
Difficoltà tantissime, lo ammetto. In primis, direi la parte burocratica: per qualsiasi cosa bisogna compilare moltissimi fogli, e questo all’inizio mi ha molto preoccupato; senza l’aiuto di un commercialista non ce l’avrei fatta da sola. E poi le ore di lavoro sono infinite: nonostante il negozio abbia una apertura ed una chiusura, in realtà anche quando sono a casa ho sempre la testa sul lavoro e così, in pratica, non ci sono orari.

4) Sei pentita o consiglieresti a qualcuno di prendere spunto dalla tua esperienza?
Non sono per niente pentita! Anzi, consiglio di prendere spunto dalla mia esperienza, anche perché se ce l’ho fatta io – facendo a piccoli passi, con le mie mani – ce la può fare chiunque.

5) Progetti per il futuro?
Ho iniziato veramente da un mese e mezzo, per cui in questo momento voglio soprattutto fare bene quello che sto facendo e migliorare sempre di più nel farlo, nel cercare di soddisfare i clienti. E soprattutto, nel mio piccolo, vorrei davvero lavorare in modo onesto e corretto con tutti.
Con la carica di positività che in questo momento mi sento dentro.

sitoweb I Bateur/Ecomuseo della Segale

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