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Prosegue questa rassegna di storie di giovani e di lavoro: in questo numero, il racconto dell’esperienza di Cecilia Tassone: che qualche anno fa ha fatto una importante scelta di vita, lasciando il suo lavoro da architetto per insegnare musica ai bambini nella sua Little Piano School.

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Qual è la tua attività? Cosa ti ha spinto ad intraprenderla?
Sono la titolare delle Little Piano School di Torino e di Cuneo: vere e proprie case musicali dove bimbi anche piccolissimi crescono nella musica.
La mia avventura inizia nel 2009, quando neolaureata mi ritrovo a lavorare insoddisfatta in uno studio di architettura. Quella che fino ad allora sembrava essere la mia strada si rivela poco stimolante e inizio a cercare il piano B. Per caso mi imbatto nella Little Piano School e quasi per gioco inizio il corso di formazione a Udine rivolto a giovani pianisti interessati a conoscere e approfondire questo metodo di apprendimento musicale per bambini. La mia vita si divide in due, in settimana architetto in studio, durante i weekend insegnante di pianoforte per bambini. Ottenuta l’abilitazione all’utilizzo del marchio Little Piano School scelgo, tra le due, la strada che mi rende più felice e mi realizza e apro la mia scuola a Torino. 

La scuola che hai fatto ti ha aiutato? Ti ha dato gli strumenti utili per scegliere il tuo lavoro e per proseguirlo?
Assolutamente si. Il conservatorio mi ha dato la formazione tecnica necessaria per il mio lavoro: il diploma in pianoforte. La facoltà di architettura mi ha insegnato a lavorare in gruppo, ad organizzare al meglio tempo ed energie e ha sviluppato il mio lato creativo.
Il liceo mi ha resa curiosa nei confronti del mondo e delle novità. 

Come mai la scelta del lavoro autonomo? Quali aspetti positivi o difficoltà particolari hai incontrato?
Il lavoro autonomo nasce dall’esigenza di voler fare al meglio il mio lavoro senza dover scendere a compromessi. L’impegno è enorme, ma ripagato da grandi soddisfazioni. Le difficoltà sono essenzialmente legate alla mole di lavoro che grava sulle spalle, sempre e comunque, senza avere la possibilità di delegare e senza avere sicurezze di alcun tipo. La fatica è però ampiamente ripagata dalla soddisfazione di vedere crescere il proprio progetto, esattamente come ce l’hai in testa, giorno dopo giorno.

Sei pentito o consiglieresti a qualcuno di prendere spunto dalla tua esperienza?
Pentita?? Tornassi indietro rifarei le stesse scelte! Il mio consiglio è cercare di capire quale sia realmente la propria strada e poi percorrerla con determinazione investendo tempo ed energie. 
Progetti per il futuro?
Mantenere vivo l’entusiasmo per il mio lavoro e continuare ad imparare.

pagina facebook Little Piano School Torino, Cuneo

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