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Prosegue questa rassegna di storie di giovani e di lavoro: in questo numero, il racconto dell’esperienza di Annalisa Beccuti: dopo alcuni lavori con contratti a progetto, ha deciso di mettersi in gioco ed aprire una libreria a Cortemilia dove, oltre alla lettura, propone giochi didattici per bambini e ragazzi.

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Qual è la tua attività? Cosa ti ha spinto ad intraprenderla?
Sono proprietaria di una piccola libreria indipendente. Ho intrapreso questa attività 4 anni fa aprendo questo esercizio commerciale in un piccolo paese dell’Alta Langa, in cui mai nessuno prima aveva pensato di poter “vendere libri”. Oltre alla vendita di libri per adulti e bambini, propongo anche giochi didattici per bambini ed adolescenti, scelti tra le migliori marche a livello Europeo.
Dopo la laurea ho lavorato 5 anni per il Comune di Cortemilia, contribuendo alla valorizzazione dell’ Ecomuseo dei Terrazzamenti e della Vite. Dopo una serie interminabile di contratti a progetto, non mi è più stato rinnovato l’incarico per questioni burocratiche, incapacità di gestione da parte dell’Amministrazione e riduzione drastica dei fondi messi a disposizione dalla Regione Piemonte.
Mi sono dunque ritrovata a vivere in un piccolo paese, sono cresciuta a Torino ed ho scelto di vivere a Cortemilia dopo la laurea, sposata, con una bambina di 1 anno, senza un lavoro. Questa condizione per me inaccettabile mi ha spinto a dedicare le mie competenze per un mio progetto. Ho quindi deciso, dopo uno studio di settore affrontato con la Formazione d’impresa della Regione Piemonte, di aprire la libreria.

La scuola che hai fatto ti ha aiutato? Ti ha dato gli strumenti utili per scegliere il tuo lavoro e per proseguirlo?
La Facoltà di lettere che ho frequentato, come ovvio essendo una facoltà umanistica, mi ha aperto nuove prospettive e conoscenze, ma per quanto riguarda il lavoro pratico non è stata utile. Avrei dovuto frequentare un corso per librari, ma non avrei potuto permettermi i costi da sostenere.

Come mai la scelta del lavoro autonomo?
Ho scelto il lavoro autonomo perchè, come recita l’insegna della libreria “Liberi tutti”, avevo voglia di creare un luogo dove poter esprimermi, prendere decisioni, anche sbagliare, ma solamente per imparare ancora di più. Un luogo dove ci si potesse incontrare, scambiare pensieri e conoscenze.

Quali aspetti positivi o difficoltà particolari hai incontrato?
L’aspetto positivo di tale scelta sta nel poter realizzare tutto ciò che ritengo sia valido, laboratori creativi per bambini, incontri di divulgazione psicologica, incontri con autori, senza dover chiedere permesso a nessuno.
Gli aspetti negativi purtroppo sono moltissimi: innanzitutto un guadagno talmente esiguo a fronte di ore e ore sottratte alla famiglia. Poi ansia di non potermi ammalare. Se dovessi chiudere l’attività anche solo per qualche settimana non riuscirei a rispettare le scadenze di pagamento. Sarebbe inoltre impossibile farmi sostituire (un dipendente non sarebbe sostenibile e farebbe aumentare gli studi di settore). La rinuncia ad un secondo figlio, per gli stessi motivi elencati sopra. Infine, la sensazione di completo disinteresse da parte delle Istituzioni. In Francia è stata da poco varata una legge che tutela i piccoli librari nella lotta impari contro siti internet quali Amazon e altri, impedendo a questi ultimi di fare sconti smisurati e non fare pagare le spese di spedizione. In Italia la Legge Levi dovrebbe tutelare i piccoli librai, ma di fatto Amazon, Feltrinelli continuano a praticare sconti altissimi, a volte il 25% sul prezzo di copertina, quando il mio margine di acquisto è del 27%, a cui devo sottrarre le spese di gestione del negozio e le tasse.
Sei pentito o consiglieresti a qualcuno di prendere spunto dalla tua esperienza?
In tutta onestà questo lavoro mi gratifica molto. I complimenti da parte dei clienti, il servizio che do alla comunità sono il motivo per cui sto cercando in tutti i modi di andare avanti. Dovendo però prendere in esame l’aspetto economico non potrei consigliare a nessuno d’intraprendere la mia strada. Pagato il mutuo che si aggira sui 400 euro, riesco a portare a casa ancora 300 euro circa al mese. Se dividessimo il tutto per le ore di lavoro e il rischio di fallire, è facilmente comprensibile che mi converrebbe fare del volontariato.

Progetti per il futuro?
Ogni giorno costruisco il mio futuro inventandomi qualche iniziativa per far venire le persone in libreria. Il futuro a lungo termine spero con tutto il cuore possa contemplare ancora la libreria, altrimenti sarei costretta ad arrendermi entrando a fare parte della schiera dei disoccupati.

info: info@liberituttilibreria.it

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