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I governi del Pd avevano destinato alle periferie delle grandi città uno speciale piano di rigenerazione, con un bando speciale al quale i comuni capoluogo avevano presentato tanti progetti innovativi per migliorare la vita dei cittadini che vivono in zone degradate. Cuneo avrebbe avuto 18 milioni di euro, ma il governo nel decreto milleproroghe ha scelto di sottrarre 800 milioni a questi progetti, rinviando almeno di un anno lo sblocco delle risorse.
La protesta dei sindaci italiani e dell’ANCI aveva costretto il premier Conte ad assumersi l’impegno di trasferire i fondi per i progetti già finanziati, ma pochi giorni dopo in sede di Conferenza Unificata anche quella promessa è stata tradita, costringendo il presidente ANCI Decaro, sindaco di Bari, a interrompere le relazioni istituzionali con il governo.
Il 13 settembre ho illustrato in Aula l’ordine del giorno per chiedere che quelle risorse, e in particolare le risorse per la città di Cuneo, per Piazza d’Armi, per Piazza Europa, per i quartieri Gramsci, Donatello, Sanpaolo, per le piste ciclabili, fossero erogate il prima possibile. La maggioranza lo ha respinto. Lo ha respinto la deputata Dadone dei 5 Stelle, lo ha respinto il deputato Gastaldi della Lega, che evidentemente non sono liberi di scegliere nemmeno su un ordine del giorno, nonostante tutta la disponibilità a lavorare per il territorio sempre garantita e oggi non mantenuta. Lo hanno votato, va detto, Guido Crosetto e Monica Ciaburro. Si rimanda a chissà quando lo sblocco di 18 milioni di euro per i quali il Comune di Cuneo, come tante altre città italiane, aveva firmato un’apposita convenzione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Si passa sopra alla programmazione economica degli enti locali, ai cittadini di quei quartieri che attendevano una riqualificazione, una rigenerazione, piste ciclabili, nuovi servizi.
Se esiste un senso a tutto questo, io non lo trovo.

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