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In Commissione Lavoro, mercoledì 27 novembre, è finalmente iniziata la discussione del mio progetto di legge per la Parità salariale. Porta la firma di tante colleghe e colleghi di partiti diversi, uniti dalla volontà di risolvere quest’ingiustizia, il #genderpaygap.
Lavoreremo perché abbia un percorso il più spedito possibile, ma ascolteremo in Parlamento le associazioni, le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori, le istituzioni che si occupano di pari opportunità sul luogo di lavoro.
Molti di voi mi scrivono chiedendo come possa esserci questa disparità se esistono i contratti collettivi, se ci sono già tante regole e leggi. Purtroppo la verità è che nei salari accessori e nelle indennità aggiuntive le donne vengono sistematicamente penalizzate, e questo accade proprio a quelle donne che con studio e impegno sono arrivate a ricoprire ruoli manageriali nelle imprese. Inoltre capita sempre più spesso che alle donne vengano negati scatti di carriera, mansioni elevate, o responsabilità che magari nella realtà già si assumono. Per questo la proposta di legge non si occupa soltanto di salari, ma si innesta sul Codice delle pari opportunità che richiede alle aziende il rispetto delle donne da tutti questi punti di vista. Perché la parità non è solo la cifra del salario, ma piena uguaglianza di possibilità di crescita lavorativa e umana, come chiede la nostra Costituzione.

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