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Anche quest’anno si è tenuta la Festa di Leftwing, giunta alla sua sesta edizione. Al suo interno, ho avuto il piacere di organizzare un seminario dal titolo “Futuro flessibile, diritti inderogabili”, nel quale abbiamo affrontato il tema del lavoro che cambia e delle certezze che servono ai lavoratori per non essere espulsi dal sistema.
Con me c’erano amici e compagni del PD, rappresentanti sindacali e dell’associazionismo, dalla Consulta professioni CGIL alla UILTEMP, da Confprofessioni al Colap, i giovani del think tank Tortuga. Erano presenti anche l’assessore al lavoro del Comune di Bologna, Marco Lombardo, che per primo si è occupato direttamente del tema dei riders, portando alla definizione della loro Carta dei diritti; e Francesco Cancellato, direttore de Linkiesta.it, da sempre impegnato nella riflessione sul ruolo e sulle sfide delle nuove generazioni.
Insieme abbiamo sviluppato un bel dibattito rivolto finalmente al futuro, in un periodo in cui tutte le politiche di questo governo sembrano orientate alle pensioni, alla distruzione delle riforme, alla chiusura rispetto al resto del mondo. Il PD deve ripartire dai bisogni dei giovani, da tutele nuove per forme di lavoro nuove, da una spinta all’equità che metta un freno all’avidità del capitalismo finanziario e faccia invece dell’istruzione e della formazione continua le prime barriere all’impoverimento economico e sociale. C’è tanto da lavorare e da ricostruire, ma mettendo insieme tante teste pensanti, anche a sinistra si possono trovare nuove strade da percorrere. Mettendo da parte terze vie, e lasciando chiuse vecchie cassette degli attrezzi per scoprirne di nuove e più efficaci nell’affrontare le sfide della tecnologia e della globalizzazione.

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