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Il 10 aprile, Festa della Polizia di Stato, il Ministero degli interni ha diffuso i dati sui reati: nel 2017 il loro numero è stato il più basso degli ultimi 10 anni, con un calo del 4,4% sul 2016. Provincia per provincia, si legge bene come il nostro Paese stia diventando più sicuro a Cuneo, per esempio, le rapine scendono del 27% e i furti del 18%, con una diminuzione generale dei reati denunciati, -11% (leggi i dati nel dettaglio: articolo TargatoCN). Eppure la percezione di insicurezza è cresciuta, alimentata soprattutto in campagna elettorale in un vortice di informazione selettiva e politici speculatori della paura che inducono sempre a puntare il dito contro lo straniero. Vorrei invece occuparmi delle italianissime bombe di ‘ndrangheta che sono tornate ad uccidere, dei proiettili recapitati ai giornalisti, del disagio sociale che porta all’odio razziale così come alla radicalizzazione terroristica. Della cultura che manca laddove la violenza è compiuta da minori, o domestica, con i femminicidi che non si fermano nonostante le nuove leggi. Sono queste le emergenze che meritano l’attenzione delle nostre comunità: la sicurezza si costruisce a partire dal basso. Non rompendo i legami sociali, ma costruendone di nuovi. Non solleticando l’odio esaltando terribili casi di cronaca, ma lavorando al fianco dello Stato perché possano non ripetersi mai più.

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