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A qualche giorno da Expo 2015, il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo in cui, sulla base dei dati di Manpower, riferisce la presunta difficoltà nel selezionare abbastanza personale tra i 18 e i 30 anni. Secondo quanto scritto, i giovani contattati avrebbero rifiutato uno stipendio di (oltre) 1.300 euro per un’attività su tre turni da 8 ore ciascuno, con disponibilità 24 ore su 24, weekend inclusi. Più di 600 ragazzi scelti tra i 25 mila candidati, 1 su 2 non si sarebbe presentato al momento di firmare il contratto, percentuale salita all’80% nelle successive selezioni. Molti candidati hanno subito reagito, spiegando come, in realtà, in molti casi si fossero trovati di fronte a condizioni contrattuali ben diverse da quelle riportato sul quotidiano (con una retribuzione di soli 500 euro al mese, senza pasti né trasporti pagati). Molti altri giovani hanno lamentato di aver inviato domande, compilato test attitudinali, ma di non essere stati considerati nemmeno per un colloquio preliminare. Altri ancora, hanno preferito accettare un contratto con retribuzione più bassa e in altri settori lavorativi, ma di maggior durata, con orari normali o con migliori prospettive professionali. La stessa agenzia interinale ha dovuto così precisare i dati smentendo gran parte della ricostruzione.
Ho voluto interrogare il Ministro chiedendo se non ritenga opportuno, per quanto di propria competenza, intervenire per far chiarezza in questa situazione.

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