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Il 14 giugno, Giornata Mondiale del donatore di sangue, è stata una data importante e celebrata anche in provincia con la bella festa Avis. Ogni anno, infatti, la trasfusione di sangue e prodotti del sangue in tutto il mondo aiuta a salvare milioni di vite umane. Tuttavia, ancora oggi, in molti Paesi la domanda di sangue continua a superare l’effettiva disponibilità. Per questo è importante che innanzitutto le istituzioni diano l’esempio e anche alla Camera dei deputati è stata organizzata una raccolta, per ricordare a tutti l’importanza della donazione specie con l’approssimarsi delle ferie estive.

Nel capoluogo della nostra provincia, appena il giorno prima si era aperto il 7°convegno nazionale della Federazione delle organizzazioni di donatori di sangue. 21 le nazioni rappresentate, che hanno posto all’ordine del giorno una questione grande che, però, sappiamo, inizia ad essere costruita nel piccolo: quella della autosufficienza mondiale nel 2020. 
Un obiettivo strategico anche per il nostro Paese, quindi: sia in condizioni normali sia nei periodi di criticità, quando gli imprevisti possono rendere più difficile la regolare raccolta e disponibilità del sangue.
I dati presentati al Ministero della Salute, sulle donazioni 2014, parlano chiaro: oltre un milione e settecentomila donatori hanno garantito 8500 eventi trasfusionali ogni giorno. Numeri importanti, ma che ancora chiedono uno sforzo e un impegno da parte di tutti noi, specie per favorire il ricambio generazionale dei donatori.
Lavorando con le scuole e con i gruppi, è importante quindi portare sempre più giovani a capire l’importanza della donazione, perché compiano questo atto di volontà di grande valore civile, loro che sono anche nelle migliori condizioni fisiche per farlo.
Ma ogni cittadino dovrebbe essere consapevole che solo grazie ai donatori volontari ogni giorno è possibile salvare vite umane. Solo la donazione periodica, volontaria e non remunerata è garanzia al tempo stesso per l’ammalato e per il donatore.
E’ per questo che donare il sangue è un gesto così importante e meritorio. Un piccolo impegno per il singolo ma grande gesto di solidarietà, che ha una fondamentale funzione sociale.
E’ per questo che è giusto ricordare e ringraziare tutti coloro che si impegnano quotidianamente sul territorio per garantire che ci sia sangue a sufficienza per chi ne ha bisogno.
A partire, quindi, da associazioni come l’AVIS che svolgono in questo senso un importantissimo e concreto supporto alle strutture sanitarie nazionali. Basta ricordare come, nei Paesi industrializzati (come Francia, Germania, USA, Belgio…), ormai l’80% delle raccolte è affidata a strutture decentrate rispetto agli ospedali, come pure le banche del sangue. E che in Italia, a tutt’oggi l’80% dei malati trasfusi lo è grazie ai donatori AVIS e il restante 20% lo deve all’educazione al dono gratuito e volontario sviluppato negli anni proprio dall’AVIS.
Si può quindi capire bene la rilevanza che ha questo lavoro, per così dire, “capillare”.
Sappiamo infatti che l’AVIS – oltre che una importante rete nazionale, regionale e provinciale – dovunque si vada è innanzitutto una struttura cittadina. Come a Borgo San Dalmazzo e in tanti centri grandi e piccoli della provincia di Cuneo, animati dai tanti gruppi locali che – nella nostra provincia – organizzano l’impegno di migliaia di aderenti.
Occasioni come quelle che sono state organizzate, sono allora il momento giusto per incontrarsi, tirare le somme e pensare a possibili iniziative comuni. E per rilanciare non un fondamentale ruolo associativo, e la collaborazione a vantaggio dei centri trasfusionali degli ospedali. Ma, soprattutto, la consapevolezza diffusa, attraverso l’azione di informazione sul dono del sangue che portate avanti.
Per questo credo sia giusto continuare a darsi una mano non solo nei giorni di festa, ma in tutti gli altri giorni dell’anno.

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